Una Confederation Cup con poche 'stelle', nulla a che vedere con le recenti edizioni del torneo. Sarà un magro antipasto del Mondiale 2018 quello che avrà luogo in Russia dal 17 giugno al 2 luglio prossimi. Per la prima volta dal 2005, infatti, da quando il trofeo viene messo in palio ogni quattro anni e si disputa puntualmente un anno prima dei Campionati del Mondo, mancano quasi tutte le tradizionali 'big'. Nessuna rinuncia, ovviamente, ma soltanto la 'rivoluzione' sul campo che ha caratterizzato gli ultimi trofei continentali per nazioni, in Europa e Sudamerica in particolare. Imprevedibile, per certi versi, che il Portogallo trionfasse agli Europei dello scorso anno, o che il Cile vincesse le ultime due edizioni della Copa America.

Al via ci sarà soltanto una squadra pluriridata, la Germania campione mondiale in carica. Ma anche in questo caso sarà una Mannschaft 'sperimentale', nella quale Joachim Low ha lasciato a casa molti 'veterani' rispetto alla rappresentativa che sollevò tre anni fa la Coppa del Mondo in Brasile e che ha preso parte ad Euro 2016.

La Germania 'sperimentale'

L'elenco degli assenti tra le file tedesche è di grande spessore: mancheranno Neuer, Boateng, Hummels, Gotze, Kroos, Ozil e Muller, solo per citarne alcuni. La decisione era nell'aria, già lo scorso autunno la Federcalcio di Berlino aveva attaccato duramente la FIFA, proprio in merito alla Confederation Cup, definito "un torneo anacronistico e dannoso".

L'intenzione di convocare "giovani da valutare" era stata resa nota da parecchi mesi. Pertanto i nomi noti a livello internazionale sono contati tra le file dei campioni del mondo. Ci saranno il portiere Ter Stegen, i difensori Hector, Mustafi, Kimmich e Rudiger ed il centrocampista Draxler che dovrebbe avere i gradi da capitano se consideriamo che, nella lista di Low, è il giocatore con il maggior numero di presenze.

Gli esordienti saranno addirittura sette: il portiere Trapp, il difensore Plattenhardt, i centrocampisti Demme e Demirbay e gli attaccanti Stindl, Wagner e Younes, quest'ultimo protagonista di una splendida stagione con l'Ajax.

Portogallo con CR7

Chi sembra aver preso seriamente il torneo è il Portogallo.

I campioni d'Europa sono consapevoli dell'appuntamento storico, nemmeno ai tempi di Eusebio il calcio lusitano era arrivato così in alto. Pertanto Fernando Santos non ha rinunciato a Cristiano Ronaldo ed il grande protagonista della recentissima finale di Champions League dove il Real Madrid ha strapazzato la Juventus, non vuole rinunciare a sua volta a conquistare uno dei pochi trofei che manca alla sua personale bacheca. In realtà il Portogallo sarà praticamente in formazione tipo, ci saranno i vari Joao Mario, Pepe, Moutinho, Nani, Quaresma e Bernardo Silva. Mancherà Eder, autore del gol contro la Francia che ha consegnato ai lusitani il primo titolo continentale, ma anche il forte centrocampista Renato Sanches.

Le altre Nazionali

La Russia padrona di casa che tra un anno avrà l'onore e l'onere di ospitare per la prima volta i Mondiali, parte per andare il più lontano possibile nel torneo e non ha certamente rinunciato ai suoi giocatori migliori. Stesso discorso per il Cile bi-campeon del Sudamerica, in bella mostra con i vari Vidal, Sanchez, Medel e Vargas. Tra le outsiders, in prima fila ci sono Messico e Camerun, i leoni indomabili sono stati l'ultima squadra a staccare il biglietto per la Confederation Cup dopo la vittoria, certamente a sorpresa nonostante il blasone, alla Coppa d'Africa conclusa lo scorso febbraio. Da prendere con le pinze anche l'Australia, vincitrice dell'ultima Coppa d'Asia (i canguri come noto fanno parte della Federazione asiatica), mentre nel ruolo di cenerentola figura la Nuova Zelanda campione d'Oceania.

Due, come di consueto, i gironi: il primo composto da Russia, Nuova Zelanda, Portogallo e Messico; il secondo comprende Germania, Cile, Australia e Camerun. Si qualificano per le semifinali le prime due di ogni girone che si sfidano poi in maniera incrociata, le prime contro le seconde. Le vincenti si giocheranno la decima Confederation Cup a San Pietroburgo, il 2 luglio 2017.

Storia: il Brasile è il re della Confederation Cup

Il torneo vede i Natali nel 1992, si tratta inizialmente di una competizione amichevole ad inviti organizzata dalla Federcalcio dell'Arabia Saudita. Il format viene replicato tre anni dopo, sempre in terra Saudita, ma è dall'edizione del 1997 che la Coppa re Fahd passa sotto il patrocinio della FIFA e viene ribattezzata Confederation Cup.

La Nazionale più titolata è il Brasile che ha vinto quattro volte (1997, 2005, 2009 e 2013). Nell'albo d'oro ci sono inoltre due successi della Francia (2001 e 2003), ed uno a testa per Argentina (1992), Danimarca (1995) e Messico (1999). L'Italia ha partecipato due volte ed il miglior risultato è il terzo posto nell'edizione brasiliana di quattro anni fa.

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