Il derby milanese, ormai centenario, è stato spesso decisivo per la vittoria dello Scudetto oppure per l'assegnazione di un posto in Europa. Nella stagione 2002/2003, addirittura, il doppio scontro ad eliminazione diretta, decise quale delle due milanesi avrebbe affrontato la Juventus nella prima storica finale di Champions League tra due compagini italiane.

Decine di campioni hanno indossato la maglia rossonera o quella nerazzurra (e, in molti casi, entrambe): dal mitico Peppin Meazza, a cui si deve il nome dell'impianto di San Siro, leggenda all'Inter e meteora al Milan, a Sandro Mazzola e Gianni Rivera, protagonisti della prima vera staffetta in nazionale, durante i mondiali di Messico '70; per passare ai favolosi anni '80-'90, con i fratelli Baresi, Beppe nerazzurro e Franco rossonero, e con il trio tedesco dell'Inter dei record e il trio olandese del Milan degli Invincibili.

Fino a giungere ai campioni dell'ultimo ventennio: dal Fenomeno Ronaldo, ai capitani Maldini e Zanetti, dalla furia Shevchenko, al genio Pirlo, per concludere con Ibrahimovic e Kaka. E potremmo proseguire all'infinito per elencare tutti i campioni che hanno indossato la maglia di una delle due compagini di Milano con una menzione particolare per il giocatore italiano, forse il più amato di tutti, oltre la maglia che ha indossato: il Divin Codino Roberto Baggio, che ha calcato i campi di allenamento sia di Appiano Gentile che di Milanello.

Durante la stagione 2000/2001, però, il derby di ritorno tra Inter e Milan, seppur ricco di ottimi giocatori, non prometteva nulla di entusiasmante, per via della deludente stagione di entrambe le squadre, culminata con due esoneri: Lippi, dopo la prima giornata di campionato, fu sostituito da Marco Tardelli sulla panchina dell'Inter mentre, sull'altra sponda del Naviglio, durante quella stagione, si concludeva l'era Zaccheroni e si attendeva la nuova stagione con il duo Tassotti-Maldini nella veste di traghettatori.

Nonostante queste premesse, il derby di quella serata sarebbe entrato alla storia per la più larga vittoria di tutti i tempi. In campo, dopo i primi minuti di studio reciproco, non ci fu storia: i rossoneri, già al 3', si portarono in vantaggio grazie ad un'incursione di Serginho, sulla fascia sinistra, che serviva Comandini, bravo a liberarsi in area e a trafiggere Frey.

Al 19', ancora la ditta Serginho-Comandini confezionava il raddoppio: cross dalla sinistra del Concorde brasiliano e colpo di testa vincente della punta ex Cesena e Vicenza. L'Inter mostrava evidenti segni di sbandamento ma riusciva a reggere l'urto e concludeva la prima frazione di gioco con un passivo di due gol. La ripresa,però, riprendeva alla stessa maniera del primo tempo e dopo 5' una apparente innocua punizione di Giunti ingannava l'estremo difensore nerazzurro e si insaccava alla sua destra, per il 3-0 rossonero.

A questo punto, saliva in cattedra l'ucraino Shevchenko, non ancora il Pallone d'Oro devastante che conosceremo negli anni successivi, ma già capocannoniere in carica della serie A. La punta rossonera, al 67', sovrastava di testa Simic e insaccava in rete un cross del solito Serginho e, 10' dopo, batteva nuovamente Frey, raccogliendo un assist rasoterra del georgiano Kaladze, per il 5-0. Il 6-0 definitivo era siglato dal trequartista brasiliano, che si incuneava fin troppo facilmente nella difesa avversaria e trafiggeva il malcapitato portiere francese, a coronamento di una prestazione maestosa.

Il fischio finale sanciva l'apoteosi rossonera per il risultato ottenuto, consolazione per la stagione deludente e preludio ad anni vincenti grazie all'avvento di Carlo Ancelotti (che avrebbe portato, su tutto, uno Scudetto e altre due Champions League), e alla disperazione dei cugini nerazzurri, ancora una volta usciti sconfitti dal derby e che avrebbero dovuto attendere le stagioni post Calciopoli per poter costruire un entusiasmante ciclo vincente, che sarebbe culminato con il Triplete del 2010.

Decine di derby verranno ricordati per la posta in palio importante ma il derby dell'11 maggio 2001 verrà ricordato per la vittoria più larga nella storia della stracittadina milanese.