"Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano". Così, parafrasando Antonello Venditti, potremmo riassumere il rapporto che c'è tra Kakà e il Milan, ossia il club che lo ha lanciato nel calcio che conta. L'amore tra il Milan e il calciatore brasiliano, interrotto per la prima volta nel 2009 quando Kakà passò al Real Madrid, è però già ritornato nella stagione 2013/2014. In quell'anno l'ex pallone d'oro tornò in rossonero, proprio dopo aver terminato la propria esperienza in Spagna. La "seconda vita rossonera" di Kakà non è certamente paragonabile alla sua prima esperienza ( quando segnò 70 gol in 4 anni vincendo, tra le tante cose, anche la Champions League nel 2007), ma il brasiliano fu comunque uno dei pochi a salvarsi in quella stagione realizzando 7 reti in 30 partite.

Stati Uniti e futuro

Dopo questo ritorno in rossonero, Kakà decise di ritornare al club dove aveva mosso i primi passi da professionista, ossia in Brasile e più precisamente al San Paolo. L'esperienza brasiliana è però durata poco, infatti il numero 22 si è lasciato ammaliare dalle sirene americane e , nel 2015, approdò agli Orlando City. Dopo 3 anni, Kakà giocherà la sua ultima partita in maglia viola domenica 22 ottobre sul campo dei Philadelphia Union, in una partita che non vale nulla ai fini della classifica per entrambe. Kakà chiuderà la propria esperienza americana con 57 partite giocate e, in attesa dell'ultimo match, 21 gol realizzati. Quando l'arbitro fischierà la fine della partita contro Philadelphia, Kakà sarà difronte ad un bivio: ritirarsi dal calcio giocato oppure andare alla ricerca di un'ultima avventura.

Secondo quanto trapelato negli ultimi giorni, il brasiliano avrebbe fatto la sua scelta ossia giocare ancora 6 mesi ad una sola condizione: non chiudere la propria carriera in un posto qualunque. Per dare l'addio al calcio Kakà vorrebbe tornare dove ha lasciato il cuore, vorrebbe tornare per la terza volta al Milan. Il brasiliano, a 35 anni, vorrebbe tornare a vestire per l'ultima volta quella maglia rossonera che sente come sua seconda pelle.

L'alternativa è sempre una strada dettata dal cuore, e si chiama San Paolo con il club brasiliano che si è dichiarato pronto ad accogliere il figliol prodigo a braccia aperte.

Il Milan

Meno entusiasmo invece in casa Milan, dove sono tanti i dubbi su un possibile Kakà atto terzo. Fassone e Mirabelli si sono presi del tempo per pensare e per capire quanto possa servire Kakà come calciatore, in vista poi di un incarico futuro in dirigenza.

Fassone sicuramente vorrà parlarne anche con Montella, perché c'è da capire anche come potrebbe venire impegnato il calciatore in questo nuovo Milan. Attualmente il modulo di gioco infatti è il 3-5-2, non proprio lo schieramento tattico per esaltare le qualità del brasiliano. Certo Kakà potrebbe giocare come seconda punta, un po' come fa Suso, ruolo che ha ricoperto anche negli Stati Uniti. Ma naturalmente non parliamo del ruolo naturale dell'ex 22 rossonero, che invece ama giocare alle spalle degli attaccanti e quindi in un ipotetico 3-4-1-2. Ma, al di là di questo, c'è da capire quanto Kakà possa realmente ancora dare come calciatore, soprattutto a livello fisico. Tecnicamente il giocatore sa sicuramente dire ancora la sua, ma l'età e gli infortuni subiti in passato potrebbero essere un fattore troppo pesante per giocare adesso in Serie A.

La nuova dirigenza rossonera ha disposizione circa 3 mesi per valutare questa opzione, ma al momento da Milano non sono stati aperti spiragli. Probabilmente quindi, nel bene o nel male, Kakà al momento sembra poter riabbracciare il suo Milan solo, nel futuro, come dirigente.