Il posticipo di lunedì al Bentegodi ci ha detto che, nonostante tutto, l'Inter va. Malgrado un gioco che stenta a decollare, lontano parente di quella Roma 2005/2006 di Spalletti che pur non vincendo niente aveva esaltato l'ambiente e rimane vivida non solo nella memoria degli appassionati giallorossi. Nonostante la pressochè totale mancanza di ricambi (la formazione è stata la stessa delle ultime cinque, intoccabile soprattutto in difesa).

Nonostante un'incertezza stavolta grave di Handanovic, che non è poi riuscito ad ipnotizzare come suo solito l'ex Pazzini dagli undici metri, e che poteva costare caro. Insomma, vittoria come sempre poco limpida contro una delle ultime della classe, questo Verona di Pecchia che tante perplessità ha destato in questo suo tutt'altro che esaltante inizio, ma vittoria. La decima in undici gare. Record.

Stando a questa partenza Spalletti può fregiarsi di aver già fatto meglio persino di Mourinho e Mancini ma lo stesso Roberto, Stefano Pioli e Claudio Ranieri prima di lui negli ultimi anni avevano già inanellato una lunga serie di risultati utili simile a questa sulla panchina nerazzurra per poi sciogliersi all'arrivo delle prime difficoltà quando il campionato entra nel vivo al giro di boa della 17esima.

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Juventus Inter

L'ex allenatore fra le altre dello Zenith di San Pietroburgo lo sa sicuramente e dovrà guardarsi alle spalle e innalzare il livello del proprio gioco.

Napoli ok in casa

Stesso discorso dicasi per il Napoli, città dalle facili esaltazioni che dopo la lunga serie di risultati utili e le lodi al bel gioco perfino da parte del maestro Guardiola è rimasta ancora imbattuta. L'ultimo turno col Sassuolo ha evidenziato qualche incertezza difensiva sul gol di Falcinelli ma anche una buona reazione che ha portato subito i partenopei a rimettere le cose in chiaro dopo pochi minuti e facendo valere la imbarazzante differenza tecnica con i nero-verdi guidati dall'ex Bucchi.

Anche per gli uomini di Sarri il grosso problema sembra venire dai ricambi in panchina, per lo meno in attacco. Sugli spalti del San Paolo si invoca la protezione di San Gennaro ogni qual volta uno dei big three là davanti piomba a terra in un contrasto. Se la sfortuna si è già accanita abbastanza sul povero Arkadiusz Milik, Zielinski non sembra adatto a giocare nel tridente, Giaccherini è l'ombra del furetto degli Europei dell'Italia di Conte e sembra completamente fuori dal gioco di Sarri e il giovane spagnolo Ounas, al netto di qualche spezzone giocato, è sicuramente ancora tutto da scoprire.

La Juve è tornata, o forse non se n'è mai andata

Dietro di loro marcia decisa la Juventus di Max Allegri. Dopo qualche incertezza i bianconeri hanno ripreso il solito cammino con la convincente vittoria a San Siro sull'inguaiatissimo Milan di Montella che pur non ha del tutto demeritato. Nonostante il legno di Kalinic però, e altre sofferenze sullo 0 a 0, la vittoria dei pluri-campioni in carica è sembrata la classica vittoria da grande squadra, con la sicurezza dei forti, di quelli da battere. In Italia, dopo tanti anni, bisogna sempre e comunque fare i conti con loro.

Zona retrocessione, occhio al 'record' del Benevento

Una parola nelle retrovie per il povero Benevento. Asfaltato da una Lazio rullo compressore in questo straordinario e impronosticabile inizio (che bravo Simone Inzaghi!) vive un'altra giornata nerissima dopo il cambio in panchina dell'ultima settimana. Se De Zerbi si era già mangiato il fegato mercoledì a Cagliari nella più fantozziana delle sconfitte patita dopo aver pareggiato al 95esimo e aver subito il nuovo svantaggio un minuto dopo con la girata volante di Pavoletti, nell'anticipo di domenica a pranzo torna a subire un punteggio tennistico come già avvenuto nella maggior parte delle undici sconfitte consecutive con cui ha esordito nel massimo campionato. La "paura" è che la Strega rischi di essere la squadra peggiore di sempre nella storia della Serie A, almeno per record di punti. A memoria in questo momento il record è dell'Ancona 2003/2004 con un disastroso score finale di 13 punti, il Benevento a quasi un terzo del campionato è ancora a quota zero.

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