C'è molta preoccupazione in casa Catanzaro, all'indomani del deferimento inviato dal TFN alla precedente compagine societaria. I fatti sono ormai noti: alla fine della stagione 2016-2017 la famiglia Cosentino che deteneva la maggioranza della società, a seguito delle indagini della Procura Federale, nel corso dell'inchiesta 'MoneyGate' si dimise cedendo l'85% delle proprie quote al gruppo della Holding Noto.

A distanza di poco più di quattro mesi sono arrivati i deferimenti a carico di Giuseppe Cosentino, ex Presidente del Catanzaro Calcio 2011, Armando Ortoli, ex Direttore Sportivo e Andrea Russotto, calciatore, attualmente in forza al Catania.

Tutti, come si legge nel dispositivo, sono stati accusati di aver alterato lo svolgimento e il risultato finale della partita Catanzaro-Avellino disputata il 5 maggio 2013, per la penultima giornata del Girone B del Campionato di Lega Pro.

Gli altri deferimenti riguardano i dirigenti Francesca Muscatelli e Marco Pecora, ex a.d. del Catanzaro Calcio, per non aver informato la Procura pur essendo a conoscenze della 'combine'

Catanzaro, responsabilità diretta e oggettiva

Per questo, a titolo di responsabilità diretta e oggettiva è arrivato il deferimento per la società Catanzaro Calcio in quanto i propri dirigenti avrebbero partecipato in prima persona alla presunta combine. Inoltre, è stato deferito alla Commissione Disciplinare presso il settore Tecnico, Francesco Cozza all'epoca dei fatti allenatore del Catanzaro.

Anche in questo caso le motivazioni sono gravi in quanto, nella stagione incriminata 2012/13, la società calabrese liquidò a Cozza ed al suo staff, a titolo di buonuscita la somma di euro 119.000, con pagamenti in nero. La somma serviva a risolvere consensualmente il rapporto di lavoro che legava Cozza al Catanzaro fino al 2015.

Per l'allenatore è scattato il deferimento per aver accettato il denaro in nero per sè e per il suo staff tecnico. Alla luce dei fatti sembra abbastanza evidente che se dovesse essere provata la combine il Catanzaro rischia insieme all'Avellino la retrocessione diretta. Vedremo quali sviluppi ci saranno, in sede processuale, per entrambe le società.

Livorno, si apre un nuovo ciclo

Chi sta lavorando per programmare il miglior futuro calcistico del Livorno, è il presidente Aldo Spinelli. Nelle ultime ore il dirigente ha ceduto il 28% delle quote azionarie del club alla Tecnologia & Sicurezza Spa di Marco Arturo Romano. L'operazione prevede che lo stesso Romano venga nominato vice presidente del club amaranto. E' il primo passo che porterà, gradatamente, la guida della società dalle mani di Spinelli a quelle di altri imprenditori. Infatti, nei prossimi giorni è stata prevista la cessione di un altro 20% delle quote alla famiglia Pecini già presente all'interno del club con Nicola Pecini, che riveste l'incarico di direttore generale e responsabile della gestione sportiva.

Dopo 18 anni Spinelli potrebbe lasciare la presidenza in mani sicure per garantire al Livorno un futuro roseo, degno della sua migliore tradizione calcistica, e raggiungere quei traguardi che la piazza richiede a gran voce.