Ieri sera si è conclusa la fase a gironi della Champions League e l'ultimo turno ha emesso dei verdetti in cui non sono mancate sorprese; come prime classificate sono passate Manchester United, Paris Saint-Germain, Roma, Barcellona, Liverpool, Manchester City, Besiktas e Tottenham, mentre seconde Basilea, Bayern Monaco, Chelsea, Juventus, Siviglia, Shaktar Donetsk, Porto, Real Madrid. Appuntamento con il sorteggio lunedì ore 11.45 a Nyon dove non ci saranno Atletico Madrid e Monaco, semifinaliste lo scorso maggio.

Monaco e la fuga di talenti

Difficile dimenticarsi dei monegaschi che arrivarono ad un passo dalla finale di Cardiff e furono fermati solo dal doppio confronto con Juventus; l'assoluta rivelazione dell'ultima Champions League guidata in panchina da Leonardo Jardim e in campo dal talento di Kilian Mbappé, autore di cinque gol di cui uno proprio a Buffon e dal veterano Radamel Falcao. Quella squadra vinse il girone eliminatorio davanti a Bayer Leverkusen, Tottenham e Cska Mosca per poi fare due vittime illustri quali il Manchester City di Guardiola agli ottavi e il Borussia Dortmund ai quarti; il Louis II fu un vero e proprio fortino, espugnato solo dai bianconeri con la doppietta di Higuain, ma i biancorossi si "consolarono" poi con la Ligue 1 vinta dopo 17 anni davanti al più quotato Paris Saint-Germain.

L'exploit in Europa di conseguenza mise in vetrina i maggiori talenti che in estate sono stati pagati a peso d'oro dai grandi club: Mendy e Bernardo Silva sono finiti al Manchester City di Guardiola e il francese è diventato il terzino più pagato della storia con 57,5 milioni di euro; il tuttofare Bakayoko è stato attratto dal Chelsea campione d'Inghilterra e Mbappè si è accasato ai rivali storici parigini andando a formare con Cavani e Neymar uno dei tridenti più forti della storia.

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Champions League

In entrata il magnate Rybolovlev non è stato a guardare e ha reinvestito parte dei soldi in giovani interessanti quali Keita dalla Lazio, Tielemans dall'Anderlecht, Kongolo dal Feyenoord e l'ultimo giorno di mercato è approdato anche Stevan Jovetic dall'Inter; tutti giocatori che nelle mani del tecnico portoghese avrebbero dovuto formare la nuova colonna portante insieme agli esperti Glik, Joao Moutihno e Falcao ma così non è stato poiché il senegalese, chiamato a sostituire la stella partita per Parigi, ha giocato solo 928 minuti segnando appena 3 gol, il belga appena più di mille con una sola rete all'attivo messa a segno a Lipsia la prima giornata di Champions, il difensore olandese solo quattro presenze e la punta montenegrina ha bucato la porta due volte ma è fermo per un infortunio alla coscia dal 17 novembre.

Tutto ciò ha portato all'ultimo posto nel girone G con due punti fatti dietro a Besiktas, Porto e Lipsia, nemmeno una vittoria, due pareggi, quattro sconfitte, 6 gol a favore e 16 subiti, cinque nell'ultima partita in casa dei portoghesi; ora non resta che il campionato, dove gli uomini di Jardim veleggiano al terzo posto a meno nove dal Psg, e le Coppe di Francia per salvare una stagione finora pessima.

Atlético Madrid, sterilità in attacco

Eliminato dalla massima competizione europea è anche l'Atletico Madrid che scivola in Europa League finendo dietro alla sorprendente Roma e al Chelsea; sicuramente il girone C era da tutti indicato come quello di fuoco ma ci si aspettava di più dai colchoneros, arrivati due volte in finale nelle ultime quattro edizioni. I rojiblancos hanno forse pagato il blocco del mercato imposto dalla FIFA che non gli ha permesso di rinforzare la rosa e un po' anche la mancanza di stimoli dopo anni di vittorie, il nuovo Wanda Metropolitano non ha ancora lo spirito del Vicente Calderòn, la difesa è ancora a prova di bomba ma l'attacco ha fallito con la miseria di 5 reti in 6 gare a testimoniare un Griezmann ben lontano dai suoi standard; tutti questi episodi però non possono giustificare il doppio pareggio contro il Qarabag, squadra azera contro cui la banda di Simeone ha buttato via la qualificazione.

A gennaio il reparto offensivo sarà rinforzato dagli arrivi di Diego Costa e Vitolo e allora si potrà dare la caccia alla vecchia Coppa Uefa, già vinta da Simeone nel 2012.

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