La prima affermazione di Rino Gattuso sulla panchina dei rossoneri ha riportato solo parzialmente il buonumore in casa Milan. La vittoria casalinga contro il Bologna ha restituito un po' di serenità ai calciatori, ma non è servita a scacciare le fitte nubi che aleggiano sul club di via Aldo Rossi. A tentare, nuovamente, di fare chiarezza sulle vicende societarie ci ha pensato l'amministratore delegato Marco Fassone, il quale - interpellato dalla trasmissione radiofonica di RadioUno 'Radio Anch'io Sport' - ha parlato del presidente Yonghong Li, dell'ex tecnico Vincenzo Montella e della richiesta di voluntary agreement che, presumibilmente, non sarà accordata dall'Uefa.

Fassone: 'Yonghong Li non venderà il Milan'

L'ad rossonero ha spiegato, senza troppi giri di parole, l'attuale situazione. Con estrema chiarezza, come è solito fare, Fassone ha così risposto alla domanda sulle incertezze sul futuro del Milan: "Il progetto del presidente Li è destinato a durare a lungo nel tempo. Sento quotidianamente David Han Li (il braccio destro di Yonghong Li, ndr), e da quanto mi risulta non c'è alcuna intenzione di cedere la società. Hanno fatto un investimento superiore al miliardo di euro e non vedo quale interessa possa portare l'attuale proprietà a vendere il Milan. Di sicuro, i risultati sul campo non ci hanno aiutato, perché sono convinto che con qualche vittoria in più ci sarebbe stata maggiore serenità".

Sul probabile rifiuto dell'Uefa alla richiesta di voluntary agreement: "Alcune richieste dell'Uefa sono impossibili da soddisfare non solo per noi, ma per qualsiasi altro club - ha dichiarato Fassone sull'argomento -. Noi abbiamo presentato un piano accurato; se, poi, il verdetto della commissione sarà basato sull'impossibilità di soddisfare tali richieste, sarebbe alquanto inquietante.

Ad ogni modo, se dovessero rigettare la nostra richiesta, dovremmo attenerci ai limiti che ci imporranno, così come è già accaduto con Inter e Roma".

Sul mercato futuro dei rossoneri: "Se, negli anni a seguire, il Milan non dovesse avere il fatturato che noi auspichiamo, dovremmo rivedere le strategie sul calciomercato. La qualificazione alla Champions League sarebbe importante perché ci porterebbe almeno una trentina di milioni in più rispetto all'Europa League.

A quel punto, saremmo costretti ad acquistare un calciatore in meno o a venderne uno in più".

Sull'esonero di Montella: "Abbiamo analizzato a lungo la situazione assieme al direttore sportivo e siamo arrivati a questa conclusione dolorosa. La squadra era troppo sgonfia rispetto agli obiettivi e alle ambizioni del nostro progetto. In questi primi giorni, i metodi di allenamento di Gattuso sono molto apprezzati dai nostri giocatori. L'auspicio è che il cambio allenatore possa rivelarsi azzeccato".