Nel calcio, è cosa risaputa, contano solo i risultati, come è noto che i malumori dei tifosi iniziano sempre quando la classifica non coincide più con le ambizioni di inizio stagione. Accade così che a Bari, in una delle piazze più importanti della Serie B, prima per numero di tifosi allo stadio e con una gloriosa storia calcistica alle spalle, a prendere la parola siano gli ultras del Bari. Sulla loro pagina Facebook 'Mai per moda Seguaci della Nord', viene pubblicato un duro comunicato, che sa tanto di ultimatum, con toni minacciosi verso squadra e società.

La sconfitta di Venezia è l'ultima goccia

Il post inizia con una frase che è l'antifona dell'intero comunicato, un testo che si presenta sofferto, ma comunque non più rinviabile, con le circostanze che ormai non lasciavano altre possibilità. Gli ultras evidenziano come la sconfitta di Venezia abbia fatto definitivamente finire il 'credito' verso squadra e società. I tre gol presi in solo 45 minuti, nonostante il massimo impegno richiesto nella settimana precedente la partita, obbligano quindi ad inasprire i toni esattamente come annunciato ad inizio stagione. Il comunicato continua mettendo in discussione tutte le componenti societarie e il dito viene quindi puntato contro il direttore sportivo reo di aver movimentato in soli due anni addirittura 104 calciatori, salvo poi 'rimbalzare' le colpe senza assumersi alcuna responsabilità.

Tocca poi all'allenatore che avrebbe gestito male le dichiarazioni post partita, innescando inutili polemiche con i calciatori. "Bari, però, non ha bisogno di gente remissiva" secondo gli ultras che invitano l'allenatore a ritrovare la grinta di Germania 2006. Ai calciatori la richiesta è quella di chi si sente tradito: i tifosi esigono rispetto per la maglia e massima professionalità sul campo da gioco.

Gli ultras Bari esigono maggiore impegno

I tifosi si chiedono inoltre come sia possibile che una squadra prima in classifica poco più di due mesi fa, dopo la vittoria nel derby con il Foggia, possa aver mollato con un intero girone di ritorno ancora da disputare. Nel finale il tono si fa più minaccioso, mettendo in chiaro che non sarà concesso più alcun passo falso visto che la pazienza è ormai finita.

Per gli ultras sono rimasti pochi giorni per rimettersi in carreggiata, altrimenti la linea dura sarà inasprita "innescando una pericolosa spirale che non si sa dove possa portare.".