Ieri, il centrale della Nazionale e della Juventus ha ricordato a suo modo il suo compagno di Nazionale, poi oggi, a Firenze, la delegazione juventina è stata applaudita al suo arrivo al funerale dell’ormai ex-capitano viola, due bei momenti che riconciliano con il gioco del calcio e rendono omaggio al ricordo di un ragazzo che il calcio lo amava per davvero.
Il ricordo di Chiellini
Ieri sera, nella pancia dello stadio di Wembley, Giorgio chiellini si è concesso alle interviste del dopo-partita per parlare della vittoria della sua Juve sul Tottenham, ma il difensore bianconero ha voluto anche ricordare Davide astori .
Parlando ai microfoni di Mediaset Premium, Chiellini ha confessato come dedicare la vittoria all’amico scomparso non sarebbe stato un gesto sufficiente, aggiungendo poi di augurarsi di riuscire a trasmettere lo spirito dell’ex-capitano della Fiorentina ai nuovi che faranno parte del gruppo della Nazionale.
Successivamente ha rilasciato un’intervista anche alla televisione britannica BT Sport, ribadendo più o meno gli stessi concetti ma questa volta senza riuscire a contenere la commozione e pensando alla giornata di oggi, quando lui e tutti gli altri sarebbero stati lì per dargli un “last ciao” – per usare le parole del difensore azzurro.
Gli applausi alla Juve
Oggi al funerale di Davide Astori erano presenti le delegazioni di tutti i club italiani e di alcune squadre estere.
Una delle ultime ad arrivare è stata la Juventus, rappresentata dall’allenatore Allegri, gli ex compagni di squadra nella Roma Pjanic e Benatia e i compagni in Nazionale Buffon, Barzagli, Chiellini, Marchisio, Rugani e De Sciglio. Al loro arrivo i rappresentanti bianconeri sono stati accolti da un applauso che ha cancellato, almeno per un giornata, la storica rivalità tra Fiorentina e Juventus.
La partita con il Tottenham
A Londra è finita 2-1 per la Juve, che ha sofferto per lunghi tratti della partita ed è riuscita a concretizzare due delle poche opportunità create, mentre i padroni di casa devono recriminare per alcune occasioni sprecate e soprattutto per non essere riusciti a gestire il match sia sull’1-0 che sull’1-1 (entrambi risultati che gli avrebbero garantito la qualificazione).
Riavvolgendo il film della gara è apparso subito chiaro che gli inglesi ne avevano di più: pressavano a tutto campo, anticipavano spesso gli avversari e facevano girare il pallone con più velocità e facilità; ma la Juve, d’altro canto, ha fatto valere la sua maggiore esperienza in partite da dentro o fuori come quella di ieri sera e, con grande cinismo e grazie anche ai cambi di mister Allegri, ha ribaltato la situazione quando la qualificazione sembrava ormai molto lontana e ha poi saputo difendere il vantaggio (decisivo nei minuti finali proprio Giorgio Chiellini).