Il Milan contro il Napoli ha, per l'ennesima volta, dimostrato di aver acquisito una dimensione che lo pone saldamente appena al di sotto delle prime quattro-cinque squadre della classifica. Non può essere questo ovviamente ciò a cui deve aspirare un club come quello rossonero, ma rappresenta un passaggio obbligato per costruire un futuro che possa essere all'altezza del blasone e della storia del club.

Rino Gattuso è, senza ombra di dubbio, la pietra su cui si costruirà il nuovo Milan, ma si dovrà anche agire sul mercato per capire come poter costruire una squadra che sia migliore di questa e che non sia frutto di spese folli.

Milan: il lavoro di Mirabelli

Volendo analizzare il lavoro effettuato da Massimiliano Mirabelli nella scorsa stagione, lo si potrebbe definire come quello della fase in cui si sono poste le fondamenta.

Oggi il Milan, attraverso gli investimenti della passata stagione, si trova con una base di calciatori giovani che può essere considerato il miglior biglietto da visita. Per alzare l'asticella, come dichiarato da Gattuso, servirà qualche innesto. Allo stato attuale non sembrano esserci grandi risorse economiche disponibili e pertanto si dovrà ovviare cedendo qualche esubero o magari anche qualche calciatore importante. Il direttore sportivo continua a lavorare su possibili calciatori che potrebbero arrivare a parametro zero per ampliare la rosa ed elevare il tasso d'esperienza come Pepe Reina. Poi sarà il momento in cui si dovranno operare delle cessioni, non tutte indolori. Suso, ad esempio, potrebbe andare via grazie al pagamento della clausola da parte del Napoli e con il club partenopeo si potrebbe fare un ragionamento che rischia di coinvolgere anche Callejon e Ghoulam.

Milan: il possibile 11

Immaginando un Milan che abbia ceduto calciatori che sono sull'uscio come Ricardo Rodriguez, Bonaventura, Kalinic e appunto Suso (in attesa di capire cosa ne sarà di Donnarumma) si potrebbe ipotizzare un undici con uno tra il gioiello italiano e Pepe Reina in porta, una linea a quattro con Conti o Calabria, Bonucci, Romagnoli e Ghoulam; un centrocampo Wilshere (parametro zero), Biglia e Kessie ed un attacco composto da Callejon e Calhanoglu alle spalle di uno tra Cutrone, Andrè Silva ed un attaccante che potrebbe arrivare anche grazie a introiti esterni come il riscatto di Bacca da parte del Villareal o la percentuale della cessione di Verdi da parte del Bologna.

Il nome giusto sembra essere quello di Belotti.

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