Come in ogni partita, anche la finale di Coppa Italia, che si è svolta ieri sera all'Olimpico, ha avuto dei vincitori e dei vinti: tra questi ultimi, quello che ha mostrato maggiore frustrazione per l'esito del match è stato senza dubbio Gigio Donnarumma, colpevole di aver commesso un paio di errori di troppo che hanno, quindi, contribuito alla sconfitta schiacciante del Milan con un amaro risultato di 4-0.

Dopo un primo tempo in cui le due squadre sono risultate perfettamente bilanciate, è arrivata, poi, una ripresa decisamente più movimentata, durante la quale l'estremo difensore rossonero ha avuto un gran bel da fare per contrastare la furia di Dybala.

Prima di commettere i due errori, che hanno parecchio contribuito alla disfatta della squadra milanese, Donnarumma era stato protagonista di due straordinari interventi proprio sull'attaccante juventino, ma ciò non è bastato a far passare in sordina i due clamorosi errori che ha commesso dopo, e che lo hanno portato a trasformarsi da potenziale eroe della partita a colpevole della sconfitta.

Il primo arriva, infatti, al 61° minuto, quando Douglas Costa calcia da fuori area e a Donnarumma scivola il pallone dalle mani finendo in rete, ed il secondo, a distanza di soli tre minuti dal precedente, quando il portiere rossonero non riesce a trattenere la palla dopo il tocco di Mandzukic sul calcio d'angolo battuto da Pjanic, mettendo così Benatia nella condizione di poter realizzare la propria doppietta della serata.

L'amarezza di Donnarumma e le parole di Buffon

Dopo il fischio finale dell'arbitro, è amarezza quella che si è vista sul volto del portiere rossonero: al termine del 90esimo, mentre l'estremo difensore del Milan si dirigeva verso gli spogliatoi a testa bassa e con l'umore a terra, Gigio viene avvicinato da Buffon che lo abbraccia e gli sussurra qualcosa all'orecchio.

Il 40enne portiere juventino, che nella finale di ieri sera ha rasentato la perfezione, ha messo per un momento da parte la gioia per la vittoria e per aver raggiunto il 24mo titolo personale, e con fare quasi paterno ha voluto rincuorare il più giovane collega. "Hai solo venti anni", gli ha infatti detto, per ricordargli che davanti a sé ha una lunga carriera durante la quale potrà togliersi ancora grandi soddisfazioni. Un gesto davvero bello quello del numero 1 della squadra bianconera, che dimostra l'affetto e la stima che nutre nei confronti di quello che pare sarà il suo erede in nazionale.