Il 26 maggio, per gli amanti del calcio, non sarà un giorno come un altro. Infatti, a Kiev, si disputerà la finale di Champions League, che vedrà affrontarsi il Liverpool di Klopp contro il Real Madrid di Zinedine Zidane. Un match che, inevitabilmente, metterà in mostra il talento di giocatori del calibro di Cristiano Ronaldo, Modric, Salah e Mané. Se i primi due, salvo imprevisti di fine stagione, si presenteranno al massimo della forma, i due calciatori Reds, invece, potrebbero arrivare in Ucraina più "affaticati" del solito.

La vicenda

Molto spesso, nel calcio, per indicare in maniera metaforica la voglia di vincere, si utilizzano espressioni come "fame di successo" o "sete di vittoria".

Se la fame e la sete, però, sono reali, offrire una prestazione degna di una finale di Champions diventa molto più complicato. Infatti, il Ramadan, una tradizione della religione musulmana, prevede che per circa un mese, non si possa né mangiare né tanto meno bere dall'alba al tramonto. Fin qui, una notizia del genere non dovrebbe influire minimamente sul tanto atteso evento di Kiev del 26 maggio. Se non fosse che, non solo il Ramadan inizierà il 15 di questo mese e terminerà il 14 giugno, ma due giocatori molto importanti del Liverpool sono dei musulmani praticanti e fedelissimi. Si tratta, infatti, di Salah e Mané, due veri e propri pilastri attorno al quale gira la squadra dell'allenatore tedesco Klopp che, con i loro goal, hanno portato i Reds ad un traguardo impensabile ad inizio stagione.

Per quanto riguarda Mané, fonti interne allo spogliatoio dicono che il giocatore, con molta probabilità, rinuncerà al digiuno, mentre Salah non sembra minimamente intenzionato ad andar contro la tradizione religiosa. L'unica consolazione, per i tifosi del Liverpool, può riguardare l'orario del match. Infatti, la sfida tra il Real Madrid e gli inglesi partirà quando, in Ucraina, saranno già le 21.45.

Siccome, quel giorno, il sole tramonterà circa un'ora prima del fischio iniziale dell'arbitro, il bomber egiziano avrà un po' di tempo per dissetarsi. Si può dire che, a meno di un ripensamento in extremis dell'ex calciatore della Roma, i madridisti hanno un motivo in più per pensare positivo.

Non è la prima volta

In passato, è già capitato che diversi giocatori africani si trovassero di fronte ad una scelta simile.

Se da una parte, infatti, rinunciare al Ramadan vorrebbe dire andar contro ai propri doveri religiosi, seguirlo fedelmente potrebbe rappresentare un danno enorme per la propria carriera e per i sogni sportivi di un'intera Nazione. I giocatori della Nazionale egiziana allenata da Hector Cuper, infatti, nel ritiro pre-Mondiale potranno godere di un vero e proprio privilegio. A questi, vista l'eccezionalità dell'evento, è stata concessa la possibilità di rimandare il digiuno mensile a data de destinarsi, ossia al momento in cui terminerà la loro spedizione in Russia. Staremo a vedere se Salah coglierà la palla al balzo, per la felicità dei suoi supporters inglesi.

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