Per realizzare il suo sogno Alireza Beiranvand ha impastato pizze e lavato Suv. Forza di volontà, coraggio e spirito di sacrificio non sono mai mancati al portiere dell’Iran che ha ipnotizzato Cristiano Ronaldo prima di salutare il mondiale di Russia. Il numero uno persiano si è disteso sulla sinistra ed ha bloccato in due tempi la conclusione del fenomeno portoghese. Alireza ha stretto a sé il pallone, l’ha quasi coccolato e, per un attimo, ha chiuso gli occhi.

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In quei pochi istanti avrà ripensato alle mille peripezie fatte per arrivare fino a Mosca a giocarsi un mondiale con la maglia della nazionale del suo Paese. Per diventare calciatore professionista Beiranvand è stato costretto ad andare via di casa a sedici anni. L’alternativa era continuare a lavorare come pastore e portare a pascolare il gregge di famiglia come voleva il burbero padre. Quest’ultimo non amava il calcio e gli strappava i guanti da portiere per evitare che si distraesse.

Beiranvand stringe il pallone dopo aver parato il rigore calciato da Ronaldo
Beiranvand stringe il pallone dopo aver parato il rigore calciato da Ronaldo

Alireza ha così detto addio a Sarabias per trasferirsi a Teheran con la speranza di poter essere tesserato per una squadra professionistica. Il destino volle che l’iraniano incrociasse sul pullman un tecnico che gli offrì l’opportunità di giocare con la squadra che allenava. L’inizio non fu fatto agevole con Beiravand che percepiva soltanto il rimborso spese.

Le tensioni con il padre e la fuga a Teheran

Troppo poco per poter vivere nella capitale senza dover arrancare.

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Le ristrettezze portarono l’estremo difensore a dormire per strada. Al The Guardian Alireza ha spiegato che a volte veniva scambiato per un mendicante. “Ricordo che mi regalarono delle monete che mi permisero di fare una deliziosa colazione" – ha chiosato il venticinquenne. Nonostante le difficoltà Beiranvand non ha mai pensato di mollare. Il numero uno dell’Iran ha accettato qualunque tipo di lavoro pur di centrare l’obiettivo che si era prefissato al momento di lasciare la città di origine.

Da operaio in una fabbrica di abbigliamento a spazzino nell’attesa che arrivasse la grande chiamata. Alla fine gli sforzi di Alireza sono stati premiati con l'esordio tra i professionisti con il Naft Teheran.

Dalla strada a Russia 2018

Il definitivo salto di qualità è arrivato con la chiamata del Persepolis, il principale club calcistico dell’Iran. Beiranvand è diventato una colonna della squadra e guadagnato la convocazione in nazionale nel 2015.

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Queiroz gli ha affidato la maglia di titolare al mondiale di Russia e il venticinquenne non ha deluso le attese. Dopo essere stato beffato dalla ‘trivela’ di Quaresma l’estremo difensore iraniano si è preso la soddisfazione di fermare Cristiano Ronaldo dagli undici metri. Alla favola del 'pipelet' persiano è mancato solo il lieto fine con la qualificazione sfumata al 94’ quando Taremi ha graziato il Portogallo centrando l’esterno della rete da posizione favorevole.

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