L'ex calciatore dell'Inter adriano, da tutti ricordato come l'Imperatore, ha parlato della parabola discendente della sua carriera nel corso di una lunga intervista alla rivista brasiliana R7. In particolare, il brasiliano si è soffermato sul punto più buio della sua vita, iniziato con la morte del padre e degenerato nella dipendenza da alcol durante le serata trascorse nel capoluogo lombardo.

Una carriera 'sprecata'

Adriano Leite Ribeiro, conosciuto più semplicemente come "Adriano", oggi ha 36 anni e tanti rimpianti alle spalle. Fin dagli esordi della sua tutto sommato breve carriera, infatti, il brasiliano diede la sensazione di poter diventare uno dei calciatori più forti sempre.

Dotato di una tecnica sopraffina tipicamente carioca e di un tiro al fulmicotone, nel corso delle sue due esperienze a Firenze prima e a Parma poi, Adriano dimostrò di poter meritare palcoscenici ben più importanti. Fu così che nel 2004 ritornò all'Inter, per potersi finalmente consacrare nel "calcio che conta". Dopo un inizio coerente con le aspettative, però, l'attaccante brasiliano imboccò lentamente la sua parabola discendente, iniziata con la morte del tanto amato papà.

Nel corso dell'intervista, l'imperatore ha dichiarato come quel particolare momento abbia pesantemente influito sulla sua vita, facendolo cadere nell'inesorabile circolo della depressione. Come spesso accade in simili situazioni, Adriano ha trovato nell'alcol un vero e proprio rifugio e, come dichiarato da lui stesso, non c'era notte che non si ubriacasse: "Bevevo tutto: whisky, vino, vodka, birra.

Tantissima birra". Un simile stile di vita, ha ovviamente influito sulla sua carriera, che fino a un attimo prima appariva come brillante e promettente.

L'Inter lo avrebbe coperto

Quasi tutti, almeno una volta nella vita, siamo stati "vittime" di una sbornia. La sensazione del giorno dopo, molto spesso, è decisamente peggiore rispetto a quella della sera precedente: mal di testa, nausea e sensazione di vomito, infatti, rendono particolarmente difficile qualsiasi attività.

Anche per Adriano, prender parte agli allenamenti, in quel periodo, fu praticamente impossibile. L'ex numero 10 dell'Inter, infatti, ha dichiarato di essersi presentato molte volte ubriaco alla Pinetina e, di conseguenza, di non aver potuto prendere parte al lavoro con i propri compagni di squadra. Secondo quanto affermato dall'imperatore, in quel momento nero, la società dell'allora presidente Massimo Moratti lo avrebbe "coperto" più volte, facendogli trascorrere intere mattinate a dormire sul lettino dell'infermeria (per nasconderlo dai giornalisti) e dichiarando alla stampa che lo stop fosse dovuto a problemi muscolari.

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