Per l'Inter la sfida con il Barcellona ha un sapore particolare, l'ultima volta che queste due compagini si sono affrontate nella Scala del calcio fu il preludio della vittoria finale in Champions League. I tifosi interisti solo al pensiero di quella notte magica ancora oggi si sentono pervadere da un brivido che gli attraversa la schiena. Fu proprio quella semifinale contro gli uomini di Guardiola a dar la consapevolezza che la loro squadra potesse alzare il prestigioso trofeo. Nel 2010 il Barcellona era la squadra che dominava il calcio europeo, ma l'Inter con la sua organizzazione e il suo carattere riuscì nell'impresa di eliminare Messi e compagni.
A distanza di quasi nove anni le circostanze sono cambiate, la squadra di Spalletti è ritornata nella massima competizione europea dopo diversi anni di assenza, mentre i Catalani sono sempre una delle formazioni favorite per la vittoria finale.
La gara di domani sera, valevole per la quarta giornata del gruppo B, è uno spartiacque importante per il cammino della squadra milanese; un risultato positivo aprirebbe le porte al passaggio al turno successivo. Si preannuncia una partita spettacolare perché il Barcellona ovunque vada cerca di esprimere il suo gioco, cercando di imporre il proprio possesso palla a tratti snervante, mentre l'Inter in queste ultime settimane ha dimostrato una maturità e una consapevolezza che non si vedevano dai tempi di Mourinho.
Quindi perché no, sognare è lecito.
Questo test farà capire se la squadra di Spalletti ha realmente fatto il salto di qualità che tutti si aspettano e possa realmente ritornare nella élite del calcio europeo.
Sfida tra bomber
Se si pensa al Barcellona la prima immagine che ci viene in mente è Leo Messi, il fuoriclasse argentino salvo colpi di scena dell'ultimo minuto non dovrebbe giocare dall'inizio. Inter e Barcellona hanno uno stile di gioco diametralmente opposto, ma c'è una cosa che le accomuna: il numero 9.
Mauro Icardi centravanti, capitano e uomo simbolo dell'Inter ha dimostrato negli ultimi anni di essere un vero e proprio rapace dell'area di rigore, probabilmente il miglior finalizzatore in circolazione.
Luis Suarez, sudamericano anche lui come Icardi, è l'attaccante principe del Barcellona, soprannominato il Pistolero è una prima punta totalmente diversa dal suo collega nerazzurro, se il primo predilige il gioco nell'area di rigore ricordando le punte degli anni settanta, il Pistolero è il prototipo dell'attaccante moderno, ama partecipare al gioco corale della squadra svariando su tutto il fronte offensivo non dando punti di riferimento ai difensori avversari.
Da due centravanti di questo calibro l'unica cosa che ci si può aspettare è che ancora una volta saranno loro i grandi protagonisti di una notte di Champions nel bene o nel male.