La separazione tra l'Inter e Mauro Icardi potrebbe essere tutt'altro che "consensuale". Stando a quanto riportato dall'edizione odierna del quotidiano "La Repubblica", l'attaccante argentino avrebbe ormai compreso di non rientrare nei piani di Antonio Conte per la costruzione della nuova squadra, e quasi certamente tra i due non ci sarà alcun faccia a faccia. Di conseguenza, qualora non si dovesse giungere in tempi brevi ad una soluzione soddisfacente per ambo le parti, l'ex capitano nerazzurro potrebbe anche decidere di andare al muro contro muro, avviando un procedimento legale nei confronti del club di Zhang.

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Infatti pare che l'entourage di Icardi abbia già avviato dei contatti con alcuni legali esperti in materia di diritto del lavoro per valutare l'opportunità di rivolgersi al collegio arbitrale della Serie A. In questa sede, il bomber sudamericano chiederebbe la risoluzione del contratto in essere con l'Inter fino al 30 giugno 2021, avendo così la possibilità di liberarsi a parametro zero e di poter scegliere senza più alcun vincolo la sua nuova destinazione.

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La testata giornalistica romana a tal proposito ha citato un precedente, ovvero quello di Goran Pandev che, rimasto ai margini della Lazio e costretto ad allenarsi da solo, nel dicembre del 2009 riuscì a svincolarsi, ottenendo anche un risarcimento danni pari a 160mila euro, nonché il versamento delle spese processuali a carico della società biancoceleste.

I punti di forza di Icardi in un eventuale scontro legale

Rispetto a quanto accaduto circa 10 anni fa a Pandev, la situazione di Mauro Icardi sarebbe ben più complessa, e le possibilità di una vittoria nei confronti dell'Inter in sede legale sarebbero piuttosto risicate.

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Ad ogni modo, gli avvocati dell'ex capitano della Beneamata potrebbero far leva su alcuni punti di forza e vicende ormai piuttosto note per dimostrare come il giocatore sia stato di fatto allontanato dalla squadra e trattato in maniera diversa rispetto agli altri calciatori senza alcuna valida giustificazione.

Su tutti, il centravanti argentino e il suo team di avvocati potrebbero far leva sulla rimozione dal ruolo di capitano da parte della società nerazzurra senza alcun valido motivo, sull'ingiustificata esclusione dai convocati in occasione del match contro la Lazio del 31 marzo, e infine sulla querelle relativa al rinnovo contrattuale che, alla luce dei fatti, non gli è stato concesso.

Il calciatore potrebbe anche richiedere una procedura urgente, per far sì che la sentenza possa arrivare prima della fine dell'estate (e del calciomercato), circostanza che consentirebbe - in caso di successo - a "Maurito" di trasferirsi fin da subito a parametro zero in un'altra squadra.

Marotta glissa sul caso-Icardi

In attesa di capire se Mauro Icardi deciderà realmente di avviare una battaglia legale con l'Inter, l'amministratore delegato del club meneghino durante un recente incontro con la stampa ha preferito "dribblare" l'argomento.

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Beppe Marotta, infatti, durante la presentazione ufficiale del ritiro della squadra di Antonio Conte a Lugano a partire dall'8 luglio, ha evitato di rispondere ai cronisti che gli hanno chiesto se tra i convocati ci sarà anche l'ex capitano.

Il dirigente, infatti, ha ricordato che in questa fase è piuttosto presto per dare delle valutazioni concrete sull'organico. In realtà, pare che l'Inter voglia mettere nero su bianco la cessione del centravanti di Rosario entro il 30 giugno, ottenendo così i 46 milioni di euro necessari per rispondere alle esigenze del Fair Play Finanziario, evitando di lasciar partire dei promettenti talenti del vivaio.

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Al momento si continua ancora a parlare di un probabile scambio con Paulo Dybala della Juventus, soprattutto qualora fosse Maurizio Sarri il nuovo tecnico bianconero: l'ex Chelsea, infatti, stravede per Icardi fin dai tempi di Napoli e sarebbe ben lieto di poterlo allenare a Torino. In questo caso, però, sarebbe proprio "La Joya" a frenare, poiché vorrebbe continuare ad essere un giocatore della "Vecchia Signora" o, al massimo, in caso di addio preferirebbe andare all'Atletico Madrid, che però avrebbe già messo nel mirino Joao Felix del Benfica.

Ad ogni modo, se davvero il caso-Icardi dovesse arrivare dinanzi al collegio arbitrale della Serie A, l'Inter avrebbe delle buone carte da giocarsi per vincere l'azione legale. Il club di Suning potrebbe far leva su alcuni vincoli contrattuali non rispettati dal suo tesserato, tra i quali il rifiuto a partire con la squadra per l'Austria in occasione del match di Europa League con il Rapid Vienna. I giocatori, infatti, sono obbligati a scendere in campo se il club di appartenenza li chiama per farlo: il bomber argentino, invece, subito dopo aver perso la fascia di capitano ha preferito "isolarsi" dal resto del gruppo, lamentando un presunto problema al ginocchio.

L'azione legale, comunque, resta per ora una "extrema ratio" soprattutto perché, tenendo conto di quanto accaduto in questi ultimi mesi, risulterebbe davvero difficile per Mauro Icardi ottenere la risoluzione del vincolo contrattuale con l'Inter.

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