Una delle pagine più buie del calcio italiano è sicuramente la vicenda Calciopoli del 2006. Un processo che portò alla retrocessione della Juventus in Serie B, col club bianconero che venne privato anche di due scudetti. Inoltre vennero decretati punti di penalizzazione al Milan (arrivata seconda nella stagione 2005-2006) con la conseguente assegnazione dello scudetto alla terza classificata Inter.

Tale sentenza portò anche alla radiazione dal calcio di Luciano Moggi e di Antonio Giraudo, all'epoca dirigenti della Juventus. Proprio l'ex amministratore delegato Luciano Moggi in questi giorni è stato intervistato da Reggina Tv.

Questo volta l'argomento di riferimento è stato il Milan. Secondo l'ex dirigente bianconero infatti anche la società di Berlusconi sarebbe dovuta retrocedere. Il motivo sarebbe una telefonata fra l'ex dirigente del Milan Meani e l'arbitro De Santis.

Moggi: 'Milan nel 2006 avrebbe meritato la Serie B per telefonata Meani a De Santis'

Luciano Moggi, in una recente intervista a Reggina Tv, ha dichiarato: "Il Milan nel 2006 avrebbe meritato la Serie B per una telefonata di Meani all'arbitro De Santis".

Secondo quanto sostiene Moggi, l'ex dirigente milanista avrebbe telefonato all'arbitro De Santis prima di Fiorentina-Milan del 30 aprile 2005. Meani avrebbe invitato De Santis a non ammonire il difensore centrale Alessandro Nesta ed il centrocampista offensivo Ricardo Kakà.

Entrambi diffidati, in caso di sanzione, avrebbero infatti saltato il big match della giornata successiva contro la Juventus.

Parole pesanti quelle di Luciano Moggi che, dopo aver preso di mira spesso l'Inter in questi anni, ha deciso ora di chiamare in causa il Milan.

La sentenza Calciopoli

Con la sentenza Calciopoli, la Giustizia Sportiva ha ufficializzato la retrocessione della Juventus in Serie B con diversi punti di penalizzazione.

Inoltre alla società bianconera sono stati tolti gli scudetti delle stagioni 2004-2005 e 2005-2006. Il primo non fu assegnato a nessuno, mentre il secondo andò all'Inter.

Intanto l'ex dirigente della Juventus Antonio Giraudo ha recentemente ufficializzato l'appello alla Corte Europea nei confronti della sentenza della Giustizia Sportiva che decretò la sua radiazione dal calcio.

Fra i motivi c'è il "processo-lampo" con cui la Figc avrebbe giudicato l'ex dirigente della Juventus: gli avvocati di Giraudo hanno contestato il fatto che hanno avuto solo sette giorni per preparare la difesa, un lasso di tempo insufficiente anche solo per la sola lettura di un fascicolo di oltre 7000 pagine. Un'ulteriore motivazione sarebbe il fatto che l'organo che lo ha accusato è anche lo stesso che lo ha giudicato colpevole, ovvero la Federazione Italiana Giuoco Calcio, nello specifico nella figura del presidente.

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