Il nome di Ottavio Bianchi resta legato per sempre ad un momento storico vissuto dalla città di Napoli e dall'amatissima squadra di calcio in maglia azzurra, il primo scudetto ottenuto nella stagione 1986/87. In un'intervista a Sky Sport, l'ex allenatore ha ripercorso quei momenti, ma non solo, parlando anche della sua carriera da calciatore. Tra i vari aneddoti, sono certamente interessanti quelli che riguardano il suo rapporto con il più grande fuoriclasse che abbia mai vestito la maglia del Napoli e, insieme a Pelé, il più forte calciatore di sempre: Diego Armando Maradona.

'I fuoriclasse vanno lasciati liberi di seguire il proprio istinto'

Ottavio Bianchi è arrivato sulla panchina del Napoli nel 1985, da calciatore aveva indossato la casacca azzurra dal 1966 al 1971. "Sono stato un calciatore del Napoli e questo mi ha aiutato a tornarci da allenatore. In passato avevo giocato con gente come Zoff, Sivori e Altafini, eppure non siamo riusciti ad ottenere risultati". Quelli che il tecnico bresciano avrebbe poi ottenuto sulla panchina della formazione partenopea, una grandissima squadra con tanti campioni ma in cui certamente a fare la differenza era il talento unico di Maradona. Ma com'era il suo rapporto con Diego, giocatore dalla personalità forte sul quale esistono e insistono anche tante 'leggende metropolitane'?

"I fuoriclasse vanno lasciati liberi di seguire talento e istinto, ma è totalmente inventata la storia che Diego preferisse allenarsi da solo la sera. Lui era innamorato del calcio e se volevi punirlo per qualcosa c'era un solo modo: escluderlo dalla partitella d'allenamento. In quelle occasioni si inventava di tutto pur di vincere, proprio come ai Mondiali del 1986 nella partita contro l'Inghilterra".

'Oggi Tonali è il grande affare'

Chiusa la parentesi dei ricordi, Bianchi si concentra sul calcio odierno dove individua un giocatore italiano che, più di altri, a suo avviso è destinato ad avere un grande avvenire. "Su Tonali ho sentito dire che mi somiglia e lo prendo decisamente come un complimento perché vedendolo giocare credo sia un calciatore straordinario.

Chiunque lo ingaggi in futuro farà un grande affare, è un calciatore dal valore assoluto e, per l'età che ha, ci sono pochi come lui a livello internazionale. Mi piacerebbe pertanto che restasse a giocare in Serie A", dice l'ex tecnico del Napoli facendo riferimento anche ad alcuni top club esteri che sarebbero interessati al talento del Brescia.

'Gli allenatori di oggi? A Conte la squadra esperta, a Sarri darei le star'

Tra le domande che gli vengono poste anche quella di scegliere un allenatore tra coloro che guidano le squadre che, prima dello stop, erano ai primi tre posti del massimo campionato italiano: Maurizio Sarri allenatore della Juventus, Antonio Conte condottiero dell'Inter e Simone Inzaghi sulla panca della Lazio. Domanda per certi versi scomoda che Bianchi 'dribbla' elegantemente.

"Diciamo che guarderei alle squadre da dare loro a disposizione: un gruppo esperto in mano a Conte, le star per Sarri mentre a Inzaghi affiderei una squadra di prospettiva, uno zoccolo duro di partenza e poi vari innesti per vincere entro qualche anno, non subito, senza alcuna ansia".

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