Imponendosi per 1-0 al Weserstadion di Brema, martedì sera in apertura della 32^ giornata di Bundesliga, il Bayern Monaco si è laureato campione di Germania per la trentesima volta nella propria storia, l’ottava consecutiva a conferma di un dominio che in patria non conosce concorrenza. È stato Robert Lewandowski a firmare il gol decisivo che ha permesso al club bavarese di vincere aritmeticamente il titolo con due giornate di anticipo sulla conclusione del campionato.

Al contrario il Borussia Dortmund, che fino a qualche settimana prima aveva provato a contrastare la marcia trionfale dei biancorossi, con un ritardo attuale di dieci punti si è messo definitivamente l’animo in pace.

Mister Hansi Flick, da traghettatore a mago

Titolo ampiamente meritato nonostante il non brillante avvio di stagione dei bavaresi che sembrava far presagire una possibile diversa conclusione della Bundesliga. Il momento no di Boateng e compagni è culminato a novembre con il rovinoso 5-1 incassato a Francoforte con l’Eintracht, ma proprio dopo quella sconfitta umiliante è arrivata la svolta vincente: esonerato il croato Kovac la panchina è stata affidata a Hansi Flick.

Ex centrocampista degli stessi attuali campioni di Germania da calciatore (a cavallo tra gli anni ’80 e ’90), per quasi un decennio mister Flick è stato assistente di Loew in nazionale. A livello di club invece, vista la sola esperienza alla guida dell’Hoffenheim (2000-2005), nel Bayern avrebbe dovuto fare da semplice traghettatore fino alla conclusione della stagione.

Viceversa si è rivelato mago ed è così arrivata la meritata conferma con il prolungamento del suo contratto fino al 2023.

Rosa e formazione tipo Bayern Monaco 2019/20

Abbandonando il 4-3-3 utilizzato dal suo predecessore, Flick è tornando al modulo 4-2-3-1 tanto caro al Bayern Monaco degli ultimi anni e, dopo un breve periodo di assestamento, la squadra ha cambiato passo ottenendo poi quasi solo vittorie (undici di fila lo score in corso).

La formazione tipo di Hansi Flick vede Manuel Neuer in porta con Pavard a destra e il sorprendente Davies sul lato opposto a presidiare le corsie esterne arretrate, al centro la collaudata coppia formata da Boateng e Alaba a completare la difesa, davanti alla quale agiscono Kimmich e Thiago Alcantara, mentre ai lati i giovani Gnabry e Coman degni eredi di Ribery e Robben.

Tra i grandi meriti di Flick, poi, il rilancio di Thomas Muller, tornato a giocare ai suoi livelli dopo un periodo difficile trequartista alle spalle del super bomber Lewandovski attuale leader della Scarpa d’Oro con i suoi 31 gol, fin qui, in Bundesliga (45 il totale stagionale).

Altri grandi protagonisti del successo bavarese sono inoltre stati Ivan Perisic, Coutinho, Goretzka, Lucas Hernandez, Javi Martínez e Tolisso, oltre i meno utilizzati e per lo più giovani Süle, Zirkzee, Cuisance, Dajaku, Odriozola, Batista-Meier, Renato Sanches, Singh e Wriedt, per qualche spezzone di partite comunque utilizzati durante il campionato.

In Baviera si sogna il ‘triplete d’estate’

Il 30° Meisterschale rappresenta un grande traguardo per il club bavarese, ma la stagione del Bayern non è finita qui e per la squadra di Flick altri trofei sono ancora in palio: la Coppa di Germania con la finale di Berlino contro il Bayer Leverkusen il prossimo 4 luglio e poi, soprattutto, la Champions League che per Neuer e soci ripartirà dal ritorno degli ottavi con il Chelsea, un appuntamento quasi formale dopo il successo per 3-0 a Londra all'andata.

Considerando il potenziale della squadra e aggiungendo la questione che la stagione dei bavaresi è ripartita prima delle altre pretendenti al trofeo più ambito, a questo punto la compagine tedesca si presenta come la grande favorita ad alzare al cielo la Champions agostana. Insomma, la Baviera sogna di bissare con Flick lo storico triplete del 2013 firmato Heynckes.