La ferita inflitta da Diego Maradona e dalla Seleccion Argentina all'Italia aveva creato un'atmosfera ai confini della realtà: c'era uno stadio intero, a Roma, che tifava per i tedeschi nella finalissima dei Mondiali 1990 tra la Germania Ovest e l'Argentina. Non sarà una grande partita, a deciderla un episodio contestatissimo dagli argentini: il calcio di rigore assegnato dall'arbitro messicano Codesal quando mancavano 6' al termine dei tempi regolamentari, per il presunto fallo di Sensini su Voeller. Il contatto c'è tutto, ma l'impressione è che il centravanti tedesco lo cerchi apertamente: oggi sarebbe un episodio da Var, all'epoca si ci affidava all'intuito del direttore di gare che non ebbe alcun dubbio a indicare il dischetto sul quale si sarebbe presentato Andy Brehme il cui tiro angolatissimo avrebbe gonfiato la rete del 'famigerato' (per gli italiani sicuramente) Goycoechea consegnando alla Germania Occidentale il terzo titolo mondiale.

A quasi 30 anni di distanza, il capitano della Germania, grande protagonista di quel Mondiale ed ex interista Lothar Matthäus ha riaperto un'altra ferita, quella di Maradona e dell'Argentina i cui giocatori si sentirono tremendamente penalizzati da quel rigore dubbio, oltre che da uno stadio che li aveva accolti tra i fischi già durante l'esecuzione dell'inno nazionale. Il campione del mondo e Pallone d'Oro del '90 è stato intervistato dal quotidiano argentino La Nación ed è il primo a mettere in dubbio quel discusso calcio di rigore.

'Non credo che l'arbitro lo abbia fatto di proposito'

Matthäus ha innanzitutto evidenziato di aver visto molto bene l'azione. "Ero posizionato bene, il contatto c'è stato, ma per me non era da rigore.

In una partita come questa se si fischia un calcio di rigore si deve essere certi al cento per cento che il fallo sia netto e secondo me non lo è stato". L'allora capitano tedesco, però, assolve l'arbitro nel senso che, a suo modo di vedere, non ci fu affatto 'malafede'. "Non credo che Codesal lo abbia fatto di proposito, magari era in un'altra posizione e secondo lui il fallo era evidente". Matthäus era il giocatore più rappresentativo e anche il rigorista della Germania Ovest in quella fase finale di Coppa del Mondo, ma lasciò il tiro dagli undici metri più importante al suo compagno di squadra anche nell'Inter, Andreas Brehme. "Fu un problema di scarpini - dice - perché nel primo tempo uno era rotto e li avevo cambiati, ma non mi sentivo sicuro con gli scarpini nuovi e quindi decisi di non tirare un rigore così decisivo"

Il presunto fallo su Calderon

Circa un mese fa, intervenendo a Taca La Marca su Radio Musica Television, l'ex centrocampista della nazionale argentina Gabriel Calderon aveva puntato il dito su un altro episodio dubbio di quella finale, stavolta sul fronte albiceleste: un presunto fallo da rigore da lui subito proprio da Matthäus.

"Tutto il mondo ha visto cosa è successo in quella finale, il rigore su di me era evidente. Tutti i professionisti possono commettere degli errori - ha detto riferendosi all'arbitro Codesal - basta riconoscerli". Qui l'ex capitano tedesco, chiamato a commentare questo episodio, ha scosso la testa. "Non me lo ricordo. Davvero? Se l’Argentina non ci ha attaccato. Come potevano ottenere un rigore se non hanno mai messo piede in area?".