Giorgia Rieto, giornalista e conduttrice televisiva, è nata e cresciuta a Reggio Calabria, città dove lavora.

Da sempre appassionata di calcio e in generale di sport, Giorgia si definisce una ragazza semplice ma con un carattere particolare. BlastingNews l'ha contattata per intervistarla in esclusiva e per conoscerla meglio, soffermandosi, in particolare sulla Reggina, formazione neopromossa in Serie B.

Giorgia Rieto e la passione per il calcio

Chi è Giorgia Rieto?

"Sono una ragazza molto semplice, vivo la mia vita in tranquillità e mi accontento di ciò che ho. Ho un carattere molto particolare. Chi non mi conosce potrebbe dare sempre una versione diversa di me.

In realtà mi diverto molto a giocarci su questa cosa. Sono poche le persone che possono dire di conoscermi davvero. Questo dipende anche da me. Fin da piccola ho la dote di riuscire a capire a primo impatto una persona, il mio sesto senso a oggi non mi ha mai ingannata".

Come nasce la passione per il calcio?

"Quando sei di Reggio Calabria, la passione per il calcio nasce con te. La mia infanzia l'ho passata al Granillo, grazie anche alla passione amaranto che la mia famiglia coltiva da sempre. Ricordo che quando ero piccolina, vedevo le bambine della mia età giocare con le bambole, mentre io scambiavo le figurine calciatori con i compagni di classe. Per me è normalità avere la Reggina nella mia vita, è una cosa che c'è stata da sempre e sempre ci sarà.

Onestamente mi guardo allo specchio e vedo me stessa, non riesco ad associarmi a nessun altro o altra. Ho creato la mia impronta fin da subito, questa è una cosa che mi rende immensamente orgogliosa del mio percorso".

Le ambizioni della Reggina

La Reggina è tornata in Serie B. Come hai vissuto la promozione e che tipo di campionato faranno gli amaranto?

"Finalmente siamo ritornati in Serie B, una categoria importante. Io ho vissuto tutte le annate degli amaranto: dalla Serie A, all'ultima Serie B con Foti, la rinascita dalla Serie D e la Serie C. Ci sono state giornate di immensa gioia e di immensa tristezza. Quest'anno collaboro con Reggina Tv ed ero in diretta l'8 giugno quando siamo stati ufficialmente promossi in Serie B.

È stata una gioia indescrivibile, in quel momento mi sono passate d'avanti tutte le scene che ho vissuto dalla D fino alle soddisfazioni più recenti. Non nego che è stata una delle emozioni più grandi della mia vita. Le ambizioni della Reggina sono note, questa società punta in alto e lo sta dimostrando con i fatti, non solo con le parole. Il nostro motto è "partita dopo partita" ed è giusto rispettarlo".

Quali sono gli effetti del Coronavirus sul calcio?

"Il Coronavirus ormai fa parte delle nostre vite e lentamente stiamo imparando a conviverci, è normale che sia così. Non è giusto pensare di bloccare le vite delle persone per l'irresponsabilità di determinati soggetti. Tutti dobbiamo contribuire alla nostra salvaguardia.

Quando si associa il Coronavirus al mondo del calcio, si pensa sempre e solo ai calciatori, non pensando, ingenuamente, a chi lavora dietro una società. Il calcio non è fatto solo dai calciatori ma ci sono tanti padri di famiglia e persone dietro. Mi auguro che questo inizi a capirsi".

Quali sono i progetti futuri di Giorgia?

"Se posso fare una proiezione mia tra 10 anni, sicuramente mi vedo una madre e moglie (almeno spero). Sono convinta che ognuno di noi abbia un destino scritto, questa è una cosa che penso da sempre. Dal punto di vista lavorativo, mi auguro di arrivare ad alti livelli. Questo dipenderà molto da me. Spero di poterci riuscire".

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