'Mi sono dato come limite massimo giugno 2023', lo ha dichiarato Gigi Buffon in merito alla questione del proprio ritiro dal calcio giocato, confermando l'eventualità, da lui stesso paventata, di continuare altri due o tre anni. Nel corso di un'intervista concessa al quotidiano inglese 'The Guardian', il portiere bianconero ha indicato la conclusione della stagione 2022/2023 quale termine massimo entro il quale appendere gli scarpini al chiodo. Tuttavia, come ipotizza, il fatidico giorno potrebbe palesarsi molto prima: 'Magari smetto anche tra quattro mesi'.

Mai banale nelle dichiarazioni, il numero 77 della Juve lascia dunque un alone di mistero riguardo la data che lo separerà definitivamente dalla porta, egregiamente difesa dal lontano 1995.

L'ultima volta in cui Gigi volterà le spalle alla sua porta

Tra aneddoti e curiosità rivelate ai microfoni di 'The Guardian', era inevitabile la chiosa finale inerente al suo ritiro dal calcio giocato. Senza mezzi termini Gigi confessa: 'Ho imparato che nulla è certo nella vita, ma nella mia testa c'è un limite alla mia carriera da giocatore, che è giugno 2023'. Fissata, quindi, anche la probabile soglia del suo addio, almeno così pare; già, perché non sarebbe la prima volta che il campione tornerebbe sulle proprie decisioni, spiazzando immancabilmente tutti.

Quando nel 2018 sembrava fosse prossimo ai saluti, l'inattesa chiamata del Paris Saints-Germain lo mise di fronte a un nuova sfida, l'ennesima, intrisa di stimoli e forti motivazioni. Simili emozioni, ma tinte di bianconero, che provò al termine della stagione seguente, quando il suo storico club d'appartenenza si ripresentò alla porta con un'offerta.

'Ho pensato: 'Madonna!'. Non si sa mai, forse c'è un motivo, qualcosa per cui dovrei tornare. C'è anche una parte di questo che si riduce a quel po' di ego che tutti noi abbiamo'.

Personalismi a parte, sembra proprio che Buffon non voglia cedere all'età, confinando quanto più distante possibile quel pensiero, comunque ricorrente.

L'ottimale condizione fisica che ancora alberga in lui è risultata determinante in questo senso, consentendogli di procrastinare ulteriormente la decisione: 'So quel che sento e non percepisco un collasso fisico, come molti credono accada quando raggiungi una certa età'. Chissà se la stessa passione che da quasi 26 anni alimenta l'animo dell'highlander lo spingerà a rivedere quel limite.

'Ho avuto bisogno di sbagliare nella vita'

Assaporato il manto erboso poco più che adolescente, Buffon è cresciuto partita dopo partita, maturando non solo da un punto di vista sportivo, ma anche e soprattutto come persona. L'incontenibile esuberanza giovanile, incanalata in energia positiva che trasmetteva ai suoi compagni, hanno portato negli anni consapevolezza e responsabilità, esaltate da un pizzico di sana follia.

Il comune denominatore della sua epopea calcistica è stato indubbiamente il campo; quel filo logico che ne ha enfatizzato le gesta, rendendolo al contempo il più umano degli eroi dinanzi alle sconfitte della vita. Pecche a suo dire necessarie, come rimarcato dal diretto interessato: 'Ho avuto bisogno di fare le mie esperienze e di sbagliare. É stato importante perché se una persona non commette mai errori e non ne paga le conseguenze, non impara mai'.

Una chiave di lettura che denota saggezza e grande lucidità, che tuttavia lasciano spazio al desolante imbarazzo nell'ipotesi in cui tali infortuni riguardino il terreno di gioco: 'Quando sbaglio in partita mi sento a disagio, perché sono abituato ad aspettarmi il massimo da me stesso'.

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