La stagione 2022-2023 dell'Inter (scudetto a parte, ormai nelle mani del Napoli) è ancora tutta da scrivere. Le 10 sconfitte complessive accumulate in 29 giornate hanno relegato la formazione nerazzurra al quinto posto in classifica, a -1 dalla quarta piazza occupata dal Milan che vuol dire qualificazione alla prossima Champions League. A proposito di Europa, è ancora da disputare la doppia sfida col Benfica per i quarti di finale della massima competizione continentale. E poi il 26 aprile ci sarà la semifinale di ritorno di Coppa Italia con la Juventus (1-1 all'andata).
Nonostante ciò, i risultati deludenti (soprattutto in campionato), le prestazioni poco convincenti, i problemi difensivi e ultimamente anche in zona d'attacco starebbero facendo pensare ad un divorzio dall'allenatore Simone Inzaghi. Si parla già da qualche settimana dei vari Antonio Conte, Thiago Motta e Roberto De Zerbi come potenziali eredi del tecnico piacentino.
A questi nomi, di recente si sarebbe aggiunto anche quello di Sergio Conceiçao che tra febbraio e marzo è stato eliminato proprio dall'Inter agli ottavi di finale di Champions League.
Inter: si pensa a Conceiçao per la panchina
Perché in Viale della Liberazione starebbe circolando il nome di Sergio Conceiçao per guidare l'Inter a partire dalla stagione 2023-2024?
Innanzitutto perché si tratta di un allenatore cosiddetto "aziendalista". Il portoghese, infatti, di solito non ha grosse pretese in merito all'organico da gestire ed è in grado di adattarsi (nel gioco e nel modulo) alla squadra che gli viene messa a disposizione. Questo sarebbe un aspetto importante per il club milanese che non ha la forza economica per fare campagne acquisti faraoniche, dovendo anzi puntare alla cessione di qualche big (Brozovic e Dumfries su tutti) per esigenze di bilancio.
Per quanto riguarda il palmarès di Conceiçao, se è vero che ha 48 anni, è pur vero che vanta già successi importanti e una certa esperienza internazionale. Alla guida del Porto (team che allena attualmente) ha collezionato tre campionati portoghesi e varie coppe nazionali.
In Champions League ha eliminato la Juventus agli ottavi nel 2020-2021 e quest'anno, dopo aver vinto il suo girone, ha sfidato proprio l'Inter, perdendo di misura (0-1) all'andata a Milano e pareggiando (0-0) a Oporto.
Il carattere, la personalità e anche l'equilibrio tattico con cui l'allenatore lusitano di solito schiera il Porto, formazione non eccelsa sotto il profilo tecnico, sarebbero le doti che avrebbero convinto l'Inter a tenerlo in considerazione per un'eventuale trattativa in caso di addio a Simone Inzaghi.
Ostacolo clausola rescissoria
Sergio Conceiçao è molto legato al Porto e i tifosi dei dragoes adorano il tecnico che per loro rappresenta una garanzia di competitività e successi.
Il vincolo contrattuale dell'ex centrocampista con la società lusitana è in corso fino al 2024. Questo potrebbe rappresentare il principale ostacolo ad un suo ipotetico passaggio all'Inter.
La società milanese, infatti, per ingaggiarlo dovrebbe versare al Porto 5 milioni di euro, ovvero la clausola rescissoria presente nel contratto che lega l'allenatore 48enne alla compagine di Oporto ancora per un anno. Un elemento che però potrebbe supportare il club nerazzurro sarebbe la volontà del tecnico di tornare in Italia, dove ha giocato come centrocampista dal 1998 al 2004 indossando le maglie di Lazio, Parma e Inter.
Non a caso, prima di affrontare l'Inter in Champions League, ha dichiarato alla stampa: "Che emozione tornare a San Siro. Il legame che ho con l'Italia lo conoscono tutti: mi è rimasta nel cuore".