Fra i nomi accostati nei mesi scorsi alla presidenza della Juventus ci sono stati anche quelli di Alessandro Del Piero e di Michel Platini.
Proprio il dirigente sportivo francese, in un'intervista rilasciata nei giorni scorsi, ha avuto modo di dire la sua su questa ipotesi, ma anche su alcuni aneddoti passati e sugli attuali presidenti della Fifa e della Uefa Gianni Infantino e Aleksander Ceferin.
L'ex dirigente Uefa Platini ha dichiarato che nessuno gli ha chiesto di fare il presidente alla Juventus
'Io presidente della Juventus? Nessuno me l'ha mai chiesto', sono state queste le dichiarazioni di Michel Platini in una recente intervista al Corriere della Sera.
L'ex calciatore francese ha poi voluto parlare del suo rapporto professionale ed umano con l'ex proprietario della Juventus Gianni Agnelli dichiarando: 'Non era certo un amico, ma l'ho reso orgoglioso. È lui che mi ha voluto nella società bianconera. E questo mi fa felice'.
Michel Platini ha poi voluto dedicare un pensiero alla tragedia dell'Heysel del maggio 1985, raccontando che dopo due giorni dalla finale vinta dai bianconeri andò a visitare i tifosi bianconeri ricoverati all'ospedale di Bruxelles insieme al compagno di squadra Gaetano Scirea. Ha poi aggiunto di non aver mai voluto raccontare quell'episodio, in quanto per scelta parlare del dolore altrui è sempre difficile, ma l'ha definita un'esperienza terribile.
Platini su Infantino e Ceferin
"Sapevo di non avere nulla da rimproverarmi, ho sempre fatto tutto correttamente', ha affermato in merito alla battaglia legale che lo ha riguardato quando venne accusato di corruzione insieme all'ex presidente Fifa Blatter. In particolare su questo ha sottolineato: "Ho visto la sofferenza della mia famiglia e delle persone che mi sono vicine. La battaglia che ho condotto era contro l’ingiustizia. L’obiettivo di quella campagna era di farmi fuori dalla FIFA".
Proseguendo l'intervista Platini non ha risparmiato delle critiche al presidente Fifa Gianni Infantino e a quello della Uefa Aleksander Ceferin: "Per loro quel mondo è tutto perché non hanno vissuto niente prima e, fuori da lì, sono nessuno.
Non hanno mai giocato al calcio. Loro, come Blatter, sono diventati importanti là, dentro quei palazzi, e sono importanti solo là. Ho sofferto per 10 giorni, mi sono battuto per difendermi ma poi ho presto capito che la verità era solo che volevano farmi fuori, e basta".