Sul mercato la Juventus si trova in una fase di stallo, e il nodo principale ha un nome e un cognome ben precisi: Dusan Vlahovic. L’attaccante serbo, al centro di diverse voci di mercato, avrebbe infatti espresso la volontà di non lasciare Torino per questa stagione. Una decisione che complica, e non poco, i piani del club bianconero, anche relativamente al possibile ingaggio di Jonathan David.

Arabia e Turchia respinte da Vlahovic che ora può diventare un problema

Secondo fonti vicine all’ambiente juventino, Vlahovic avrebbe rifiutato ogni ipotesi di trasferimento avanzata fino a questo momento.

Sul piatto c’erano proposte concrete, ma da campionati considerati poco attrattivi dal punto di vista sportivo: Arabia Saudita e Turchia su tutti. Offerte economicamente vantaggiose, certo, ma che non sembrano entusiasmare il centravanti classe 2000, desideroso piuttosto di misurarsi ancora con il calcio d’élite europeo.

Questa scelta, però, potrebbe mettere in difficoltà la strategia di mercato disegnata dal nuovo direttore generale Damien Comolli. Il dirigente francese avrebbe voluto monetizzare la cessione di Vlahovic con un’entrata da almeno 25 milioni di euro, alleggerendo nel contempo il bilancio da un ingaggio pesante: ben 12 milioni netti all’anno. Una cifra che pesa come un macigno sulle casse juventine, soprattutto in un’estate dove l’equilibrio tra investimenti e sostenibilità economica resta una priorità.

Il piano prevedeva un reinvestimento immediato su Jonathan David, attaccante canadese svincolato dal Lille. L’ex stella della Ligue 1, disponibile a parametro zero, rappresentava l’ideale per sostituire Vlahovic: profilo giovane, internazionale e con margini di crescita. Ma la trattativa, seppur formalmente percorribile, nasconde costi significativi: tra buonuscita per gli agenti, firma sul contratto e stipendio previsto intorno ai 6 milioni di euro annui, l’operazione si avvicina ai 20 milioni complessivi. Una spesa che, senza la partenza del serbo, non sarebbe sostenibile per la Juventus.

Lo scenario attuale racconta quindi di una Juventus ferma, costretta a rivedere piani e tempistiche. Con Vlahovic intenzionato a restare almeno fino al termine del suo contratto, ovvero il 2026, i margini di manovra sul mercato in entrata si potrebbero ridurre drasticamente.

Per Conceição il Porto non si smuove dai 30 milioni di euro, l'alternativa costosa sarebbe Sancho

Nel frattempo la Juventus lavorerebbe per potenziare anche gli esterni e il nome di Francisco Conceicao sarebbe piuttosto caldo in questi giorni. Il Porto, società che ne detiene il cartellino, non vorrebbe fare sconti ai bianconeri e continuerebbe a chiedere 30 milioni di euro per il riscatto a titolo definitivo. Una cifra importante, se si somma ai 10 milioni di prestito già pagati dai bianconeri un anno fa per il prestito, che starebbe spingendo Comolli a battere altre piste, come quella di Jadon Sancho. L'esterno inglese avrebbe una valutazione attorno ai 20 milioni ma un ingaggio da 6 milioni netti.