Nelle scorse ore l'ex centrocampista Claudio Marchisio, in un'intervista rilasciata a Walter Veltroni per il Corriere della Sera, si è detto preoccupato per la situazione della Juventus. Secondo Marchisio, la formazione di Tudor al Mondiale è sembrata poco coesa e rodata.

Marchisio: 'Non sono felice di questa squadra, mi preoccupa averla vista poco affiatata'

L'ex centrocampista Claudio Marchisio è stato intervistato nelle scorse ore da Walter Veltroni e parlando della Juventus ha detto: "Non sono felice. Mi preoccupa aver visto poco affiatamento, non solo tra i giocatori, ma capisco che sono stati anni di grande cambiamento e bisogna ritrovare la bussola.

Confido nel rientro in società di Giorgio Chiellini e, in campo, in Manuel Locatelli che ha imparato in fretta cos’è il Dna della Juve. In panchina c’è un allenatore che ha indossato la nostra maglia".

Uscendo dal tema Juventus, Marchisio ha sottolineato quanto l’attuale condizione del calcio italiano desti in lui profonda preoccupazione. Attualmente impegnato come procuratore con la propria agenzia, Marchisio ha avuto modo di analizzare in modo dettagliato alcuni dati significativi, che mettono in luce un quadro tutt’altro che rassicurante riguardo all’impiego dei calciatori italiani nei vari settori giovanili. Tra gli esempi più emblematici da lui citati, figura la vittoria di un’edizione recente del campionato Primavera da parte di una formazione priva di giocatori italiani in campo; un dato che, a suo avviso, riflette una tendenza preoccupante.

Secondo le analisi a disposizione, soltanto una minima percentuale – stimata intorno al 2% – dei giovani calciatori extraeuropei approdati in Italia in età adolescenziale riesce effettivamente a intraprendere una carriera da professionista. Il regolamento attuale consente il tesseramento di calciatori stranieri a partire dall’età Under 16, e da quel momento in poi la presenza di giovani italiani o europei nei settori giovanili risulta drasticamente ridotta. Marchisio denuncia anche un certo sfruttamento economico dei ragazzi provenienti da contesti svantaggiati, in particolare delle aree più povere del mondo.

Per porre rimedio a questa deriva, l’ex centrocampista ha quindi proposto una regolamentazione più stringente, che limiti il numero di calciatori extraeuropei impiegabili nei campionati giovanili – non più di tre – e, in prospettiva, un tetto di sei-otto stranieri nelle prime squadre.

Marchisio rimpiange anche il vecchio formato del campionato Primavera, riservato agli Under 19, che consentiva ai giovani talenti italiani di completare il percorso formativo prima del definitivo salto nel professionismo. Un sistema che, nel suo caso personale, gli permise di affrontare il primo Mondiale a 23 anni e il secondo a 26, in un momento di piena maturità fisica e tecnica.

Marchisio, un emblema dei colori bianconeri

Claudio Marchisio ha trascorso praticamente tutta la sua carriera alla Juventus, diventandone un simbolo e un beniamino dei tifosi. Cresciuto nel settore giovanile bianconero, ha esordito in prima squadra nel 2006 e, dopo una breve parentesi all'Empoli, è tornato stabilmente alla Juve nel 2008.

Con la maglia bianconera ha collezionato 389 presenze ufficiali e segnato 37 gol, contribuendo in modo decisivo al ciclo vincente della squadra negli anni 2010. In quel periodo, ha conquistato sette scudetti consecutivi, quattro Coppe Italia e tre Supercoppe italiane, imponendosi come uno dei centrocampisti più completi e intelligenti del panorama italiano. Soprannominato Il Principino, Marchisio ha incarnato con eleganza e spirito di sacrificio i valori juventini, lasciando un'impronta indelebile nella storia del club.