Per i tifosi della Juventus la ferita di Calciopoli non si è mai chiusa, e forse non si chiuderà mai. A distanza di quasi vent’anni, il ricordo di quella vicenda che ha segnato in maniera indelebile la storia del calcio italiano continua a riemergere ciclicamente, alimentando discussioni e polemiche. Questa volta a riaprire la questione è stato Franco Carraro, ex presidente della Figc all’epoca dei fatti, che in un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport è tornato sulla controversa decisione di revocare lo scudetto 2006 alla Juventus per poi assegnarlo all’Inter.
Le parole di Carraro hanno avuto un’eco immediata. L’ex numero uno della Federazione ha dichiarato: “Gli scudetti andavano tolti alla Juve perché i suoi dirigenti avevano fatto degli errori, ma quello all’Inter del 2006 non andava riassegnato”.
Le parole di Carraro
Una presa di posizione che, di fatto, conferma la correttezza della revoca nei confronti della Juventus, ma mette in discussione la legittimità del tricolore finito nelle bacheche dell’Inter. Il ragionamento di Carraro ha lasciato spazio a ulteriori precisazioni. Sempre nell’intervista, infatti, ha ammesso di aver compiuto un passo falso a livello politico nella gestione della vicenda: “Ma c’è anche altro: mi resta l’amarezza di aver capito che tutto è nato da un mio grande errore politico”.
Una dichiarazione che, seppur parziale, riaccende i riflettori su uno dei momenti più delicati e controversi della storia calcistica recente. Parole che lasciano intendere come, ancora oggi, le dinamiche interne e le pressioni di quegli anni non siano mai state del tutto chiarite. L’ammissione di Carraro, infatti, apre interrogativi sulle scelte fatte dalla Federazione e sulle possibili alternative che avrebbero potuto essere percorse. È un passaggio che evidenzia la fragilità delle decisioni prese allora e che spinge molti osservatori a chiedersi se, col senno di poi, il calcio italiano non abbia pagato un prezzo troppo alto.
Le parole di Carraro, dunque, hanno avuto l’effetto di gettare nuovamente benzina sul fuoco di una ferita mai rimarginata.
Il dibattito resta aperto e, a giudicare dalle reazioni dei tifosi, difficilmente si spegnerà nel breve periodo. Per molti juventini lo scudetto 2006 rimane un simbolo di ingiustizia, un marchio che continua a dividere e a creare contrapposizioni. La storia di Calciopoli, ancora oggi, non smette di far discutere e di generare polemiche.
La reazione dei tifosi della Juventus
Come prevedibile, le frasi dell’ex presidente federale hanno scatenato la reazione dei tifosi juventini, che sui social hanno espresso tutta la loro indignazione. In particolare, su X un sostenitore bianconero ha chiesto direttamente conto a Carraro: “Gentile dottor Carraro, quali sono gli errori che i dirigenti della Juventus avevano commesso nel 2005/2006?”.
Un interrogativo che mette in evidenza il sentimento diffuso tra molti tifosi juventini: la sensazione che la Juventus sia stata punita in maniera sproporzionata, mentre altre società coinvolte non hanno ricevuto sanzioni equivalenti.
Non è mancato chi ha sottolineato proprio questo aspetto. Un altro tifoso ha commentato così le dichiarazioni di Carraro: “In realtà ci sarebbe una correzione da fare. Non tutte le squadre responsabili sono state punite”. Un’accusa che tocca uno dei punti più discussi di Calciopoli, ovvero l’applicazione a geometrie variabili delle sanzioni e delle decisioni disciplinari.
Anche tra i commentatori vicini all’universo bianconero le reazioni non si sono fatte attendere.
Massimo Zampini, volto noto di Juventibus, ha commentato a sua volta in maniera tagliente: “Ogni tanto spunta qualcuno (non esattamente nostro amico) a ricordare l’albo d’oro più grottesco del mondo nel paese che fa finta di niente”.