Doveva essere la sua occasione, la partita della svolta. Igor Tudor lo aveva scelto dal primo minuto, nonostante un recente periodo vissuto quasi ai margini della squadra: appena mezz’ora complessiva nelle ultime tre gare disputate dai bianconeri. Un segnale forte di fiducia nei confronti di Jonathan David, chiamato a dimostrare di poter essere un’arma credibile nell’attacco juventino. Ma la risposta, sul campo, nel 2 a 2 di Champions League col Villareal è stata opposta a quanto sperava l’allenatore.
David, una prestazione opaca condita da un errore da matita rossa
La prestazione del canadese contro il Villarreal è stata opaca sin dall’inizio. Movimenti prevedibili, poca incisività negli uno contro uno, scarsa cattiveria sotto porta. Poi l’episodio che ha definitivamente condannato la sua serata: al minuto 46, su un cross perfetto di Conceicao, David si è trovato solo davanti alla porta sguarnita. Bastava un tocco semplice per regalare il pareggio ai bianconeri. Invece, l’incredibile: palla al lato, gol divorato e mani nei capelli del centravanti. Un errore che pesa ha pesato nell’economia del match, ma anche sul morale di un giocatore già in evidente difficoltà.
Il tema, infatti, non si limita al singolo episodio.
Jonathan David sembra intrappolato in una spirale negativa che riguarda sia l’aspetto mentale che quello fisico. Il continuo ballottaggio con Vlahovic e Openda sembrerebbe averlo destabilizzato, minandone la sicurezza e la lucidità nelle giocate. C’è chi sostiene inoltre che il canadese non sia al massimo della condizione atletica, dettaglio che ne limita la brillantezza nei movimenti e la capacità di incidere.
David, i suoi numeri cominciano a far preoccupare
A testimoniarlo sono anche i numeri: appena 1 gol in 319 minuti disputati tra Serie A e Champions League. Una statistica che suona come un campanello d’allarme, soprattutto se rapportata al costo reale dell’operazione che lo ha portato a Torino.
Arrivato come parametro zero, David è costato comunque circa 12 milioni in commissioni e spese accessorie, a cui si aggiunge uno stipendio da top player che, tra parte fissa e bonus, supera gli 8 milioni annui. Un investimento ingente che, almeno per ora, non trova riscontro sul terreno di gioco.
Il popolo bianconero, entusiasta al momento del suo arrivo, ora inizia a interrogarsi: è davvero David l’attaccante su cui costruire il futuro offensivo della Juventus? La domanda resterà sospesa, almeno fino al prossimo gol del canadese, ma già dalla prossima partita di campionato, quella con il Milan di Allegri, si capirà se la prestazione con il Villareal del classe 2000 ha ulteriormente minato le convinzioni che Tudor riponeva in lui.