Da possibile pedina di scambio a gennaio ad arma segreta pronta per sorprendere Luciano Spalletti. Il percorso di Fabio Miretti sembra aver imboccato una traiettoria inattesa, ma sempre più convincente, soprattutto dopo quanto mostrato nell’ultima uscita di campionato della Juventus contro il Sassuolo.

Miretti, un ruolo da esterno destro atipico che potrebbe rilanciare il centrocampista

Al Mapei Stadium il centrocampista classe 2003 ha vissuto una serata spartiacque della sua stagione. Per la prima volta dall’inizio del campionato è rimasto in campo per 90 minuti e lo ha fatto in un ruolo inedito: esterno destro offensivo.

Una scelta quasi obbligata, dettata dall’assenza per infortunio di Francisco Conceicao, ma che si è trasformata in una mossa vincente. Miretti ha interpretato la posizione con personalità, intelligenza tattica e una sorprendente efficacia negli ultimi trenta metri.

La sua prestazione è stata una delle più brillanti dell’intera gara, suggellata dal gol dello 0-2 che ha di fatto chiuso i conti contro il Sassuolo. Una rete condita da tempismo e freddezza, qualità che non rappresentano una novità assoluta nel repertorio del centrocampista juventino. Già nella passata stagione, infatti, Miretti aveva mostrato un feeling particolare con la porta avversaria al Genoa di Vieira, dove, impiegato da sotto punta, aveva messo insieme 3 gol e 3 assist in 25 presenze con la maglia del Grifone.

Juve, traffico a destra ma Miretti può sorprendere

Fino a poche settimane fa il suo nome era finito nella lista dei giocatori potenzialmente sacrificabili per fare cassa nel mercato di gennaio. Oggi, invece, lo scenario sembra ribaltato. Nel ruolo di esterno destro la Juventus ha già alternative di peso come Conceicao e Zhegrova, kosovaro entrato proprio ieri nel finale a partita ormai decisa. Eppure Miretti, grazie alla sua duttilità e alla capacità di legare il gioco senza rinunciare alla pericolosità offensiva, potrebbe ritagliarsi uno spazio sempre più importante.

Se le conferme dovessero arrivare, non è da escludere che il classe 2003 possa diventare una risorsa preziosa da impiegare come seconda linea di qualità.

Miretti, da giovane in cerca di consacrazione, potrebbe quindi presto trasformarsi in una carta a sorpresa, capace di incidere tanto a destra quanto in mezzo al campo, magari arrivando a insidiare le gerarchie consolidate e a contendere minuti importanti anche a profili come Locatelli o Thuram.

Da possibile sacrificio a elemento centrale del progetto: il futuro di Fabio Miretti è tornato improvvisamente a tingersi di bianconero. E il Mapei Stadium potrebbe essere stato solo il primo vero segnale.