Gian Piero Gasperini torna a Bergamo da avversario, alla vigilia della sfida tra Roma e Atalanta, e lo fa con un messaggio chiaro: “Sarà bello salutarsi, ma poi niente prigionieri”. L’allenatore giallorosso ha espresso il suo legame con la città e il club che ha guidato per nove anni, sottolineando il desiderio di restare fedele a se stesso e il valore del rapporto costruito con lo spogliatoio.
Il ritorno a Bergamo
“Spero di non esser cambiato da com’ero a Bergamo, ma di esser sempre me stesso”, ha dichiarato Gasperini, evidenziando l’importanza di aver conquistato la fiducia dello spogliatoio e di aver superato lo scetticismo iniziale nei suoi confronti.
Ha aggiunto che il cambiamento di vita non è stato semplice, ma che oggi si trova in una situazione professionale stimolante e in cui crede profondamente.
Il tecnico ha ricordato con affetto il periodo trascorso a Bergamo: “Torno con grande piacere a Bergamo, perché è stata una bella storia quella con l’Atalanta. È cominciato tutto con Percassi e siamo sempre cresciuti. La vera anomalia, se vogliamo, è stata aver raggiunto certi livelli con bilanci in utile”. Ha definito straordinaria la capacità dell’imprenditore Percassi e ha sottolineato di aver lasciato la squadra “il più in alto possibile”, convinto di aver lasciato un valore importante.
L'esperienza alla Roma
Gasperini ha ribadito che la sua esperienza a Roma lo stimola molto e che non è diverso da quando era a Bergamo, soprattutto dopo aver vinto l’Europa League, un traguardo che lo ha portato a pensare che si potesse lottare per obiettivi ancora più ambiziosi.
La sua nomina a tecnico della Roma, avvenuta la scorsa estate, è stata decisa dall’allora allenatore Claudio Ranieri, rimasto nel club come consulente. Il ritorno a Bergamo rappresenta dunque un momento simbolico per Gasperini, che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’Atalanta.