Un gruppo di centocinquanta ex calciatori e allenatori ha lanciato un appello per ottenere maggiore trasparenza e informazione sulla gestione del Fondo di fine carriera. L’iniziativa è stata presentata oggi a Roma, con l’obiettivo di rendere accessibili i bilanci relativi ai contributi versati durante la carriera.
Richieste di trasparenza sul Fondo di fine carriera
Tra i protagonisti dell’evento, Emiliano Viviano, ex portiere, ha dichiarato: “Vorrei semplicemente sapere dove vanno a finire i miei soldi”. Viviano ha formalmente richiesto l’esibizione dei bilanci del Fondo, approvati ai sensi dell’articolo 19 dello Statuto, relativi agli anni in cui è stato in attività.
La richiesta ha dato origine a un contenzioso attualmente pendente presso il Tribunale di Roma.
Il contesto economico e i numeri
Il Fondo di accantonamento delle indennità di fine carriera, istituito nel 1975, riguarda oltre sessantamila tesserati tra Serie A e Serie B. Se si considera una cifra minima di duemila euro per calciatore, il totale ammonta a circa centoventi milioni di euro. Andrea Ferrato, amministratore di Offside FC, ha sottolineato che “è tempo che ogni atleta possa ottenere risposte chiare e concrete sui propri diritti, per costruire una consapevolezza che tuteli gli interessi individuali e collettivi della categoria”.
Modalità di contribuzione e mancata informazione
I calciatori, durante la loro carriera, sono obbligati a versare, insieme alle società, circa il 7,50 % su ottomila euro lordi mensili nel Fondo di fine carriera.
Alla fine della carriera, devono richiedere le somme versate, poiché nessuno li contatta o li informa. La richiesta di chiarezza riguarda sia la destinazione dei contributi non ritirati sia il metodo di calcolo degli importi.