La Nazionale italiana ha completato l'ultima sessione di rifinitura a Coverciano, preparandosi per la cruciale finale playoff che la vedrà affrontare la Bosnia a Zenica. L'incontro è decisivo per la qualificazione ai Mondiali 2026. Il gruppo, al completo, si è radunato agli ordini del commissario tecnico Rino Gattuso, dopo un cambio di programma suggerito dalla UEFA a causa delle condizioni meteorologiche previste in Bosnia. La partenza per Sarajevo è stata fissata nel pomeriggio, con un volo charter in partenza da Firenze, dopo che la squadra ha lasciato il centro tecnico federale.
Durante la sessione di allenamento, parzialmente aperta ai media per i primi quindici minuti, Gattuso ha diretto una partitella su campo ridotto, sperimentando diverse combinazioni tra i giocatori. Un segnale particolarmente rilevante è emerso dalla scelta di schierare insieme Moise Kean e Mateo Retegui. Questa disposizione suggerisce fortemente che saranno loro a comporre la coppia d'attacco titolare nella sfida contro la Bosnia, salvo imprevisti dell'ultimo minuto. Il giovane Pio Esposito si mantiene pronto a subentrare e a dare il suo contributo in caso di necessità. Per quanto riguarda Gianluca Scamacca, dopo essersi aggregato inizialmente al gruppo, ha svolto un programma di lavoro differenziato, affiancato da un membro dello staff tecnico.
Vicinanza istituzionale e concentrazione del gruppo
A testimonianza dell'importanza del momento e della vicinanza delle istituzioni calcistiche, anche in questa ultima seduta di allenamento erano presenti a bordo campo il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, e il capodelegazione della Nazionale, Gigi Buffon. La loro presenza, come già avvenuto nei giorni precedenti, sottolinea il supporto alla squadra in questa fase cruciale della stagione. L'atmosfera all'interno del gruppo azzurro appare estremamente concentrata e determinata, con tutti i giocatori focalizzati sull'unico obiettivo: la qualificazione mondiale.
Le dichiarazioni di Džeko alla vigilia dello spareggio
Alla vigilia di questo spareggio fondamentale, l'attaccante Edin Džeko ha rilasciato alcune dichiarazioni, affrontando anche la recente discussione legata all'esultanza di Dimarco.
"È una cosa normalissima", ha affermato Džeko. "Ci siamo sentiti, mi ha detto che non voleva offendere nessuno e gli ho risposto che non c’erano problemi. Tutti abbiamo preferenze. Forse la mia era di non giocare contro l’Italia: non posso esultare perché ci gioco contro". L'attaccante bosniaco ha poi aggiunto una riflessione più ampia sul contesto attuale: "Oggi con i social bisogna stare molto attenti: anche le cose più normali come questa vengono ingigantite. Non volevano giocare in Galles, non so perché. Noi siamo andati lì senza paura e abbiamo vinto. Non so perché loro dovrebbero avere paura di Bosnia o Galles. L’Italia è una nazionale incredibile, hanno vinto quattro Mondiali. Se hai paura di giocare in Galles qualcosa non funziona…".
La partita di Zenica si configura quindi come un crocevia fondamentale per il percorso degli azzurri. La squadra si affida alla potenziale efficacia della coppia offensiva formata da Retegui e Kean, con la ferma speranza di conquistare il pass per il prossimo prestigioso appuntamento mondiale.