Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha categoricamente escluso l'ipotesi di un commissariamento della Figc, intervenendo con fermezza su un tema tornato prepotentemente di attualità. Le sue dichiarazioni giungono in un momento di intensa discussione, alimentata dalle recenti polemiche legate al mondo arbitrale, che avevano riacceso le speculazioni su un possibile intervento straordinario ai vertici della Federcalcio.

Buonfiglio ha voluto rimarcare la propria indipendenza e la sua adesione ai principi di legalità: "Non mi lascio influenzare da destra o da sinistra.

Io sono stato eletto per far rispettare le regole, ma il primo a rispettarle devo essere io. Quando ci sono stati i presupposti per commissariare l'ho fatto, oggi no". Il numero uno del Comitato Olimpico Italiano ha così sottolineato la sua autonomia rispetto a qualsiasi pressione politica, ribadendo la volontà di agire esclusivamente nel pieno rispetto delle norme. Ha inoltre riaffermato il suo ruolo di garante e rappresentante degli organismi sportivi: "Io sono fiero di essere il presidente del Coni e sono orgoglioso di rappresentare tutti gli organismi sportivi. Al tempo stesso, come le rappresento e le sostengo, devo anche monitorarle, ma non significa che devo essere uno sceriffo".

Il dibattito politico e l'autonomia dello sport

Le parole di Buonfiglio si inseriscono in un contesto in cui il dibattito sul commissariamento della Figc si è acceso anche in ambito politico. Il pressing esercitato dall’esecutivo, e in particolare dal ministro Abodi, ha riacceso l’attenzione sull’eventualità di nominare un commissario straordinario. Il senatore Paolo Marcheschi, ad esempio, aveva già avviato la stesura di un disegno di legge volto ad accelerare i tempi per tale intervento. Tuttavia, negli ambienti federali, si è registrato un palpabile fastidio per queste pressioni, percepite come una minaccia all’autonomia dello sport. Buonfiglio ha ribadito con chiarezza che l’unico organo legittimato a procedere con il commissariamento di una federazione è il Coni stesso, e che, allo stato attuale, non sussistono le condizioni necessarie per tale misura.

Le possibili ripercussioni internazionali

Un eventuale commissariamento della Figc potrebbe avere significative ripercussioni anche a livello internazionale. È emerso nel dibattito che la UEFA, l'organo di governo del calcio europeo, potrebbe arrivare a escludere le squadre italiane dalle competizioni continentali qualora ravvisasse ingerenze ritenute eccessive da parte delle autorità politiche o qualora il commissariamento non fosse riconosciuto secondo le proprie normative. Questo scenario aggiunge un ulteriore elemento di delicatezza alla posizione del Coni e della Federcalcio, chiamati a garantire il rispetto delle regole e l'indipendenza senza cedere a pressioni esterne.

In conclusione, la posizione di Luciano Buonfiglio si conferma netta e inequivocabile: "Non vuol dire nemmeno che mi lasci influenzare da destra, da sinistra o da chi vuole parlare al posto mio".

Il presidente del Coni ribadisce così la sua autonomia decisionale e la volontà di agire unicamente in presenza di presupposti oggettivi, salvaguardando la centralità del ruolo del Coni nella tutela dell’autonomia sportiva italiana.