L'ex dirigente della Juventus Luciano Moggi è stato intervistato da Libero nelle scorse ore e parlando del recente caso arbitrale che ha coinvolto il designatore Gianluca Rocchi e alcuni club di Serie A, tra cui l'Inter, ha detto: "Vogliono fare le scarpe a Marotta perché è il più bravo di tutti. L'attuale presidente dell'Inter è uno che sa costruire le squadre, conosce il calcio e sa dirigere. In questo calcio mediocre, distrutto nel 2006, i presidenti e i dirigenti capaci si contano sulle dita di una mano. E poi che interesse avrei a difendere l’Inter?".

Moggi e l'accusa nei confronti di organi alla ricerca di visibilità

Moggi ha poi espresso una dura riflessione sugli attuali sviluppi legati al calcio italiano, sostenendo come il clima che si respira ricordi una sorta di riedizione di Calciopoli. Secondo Moggi, vi sarebbe la tendenza da parte di alcuni soggetti a cercare visibilità attraverso indagini e polemiche che coinvolgono il mondo del pallone.

L’ex dirigente ha ribadito la propria posizione anche rispetto agli eventi del 2006, affermando che da Calciopoli, a suo giudizio, non emerse nulla di realmente fondato. Nel confronto tra quella vicenda e le polemiche più recenti, Moggi ha sottolineato come oggi Giuseppe Marotta possa contare su una società forte alle proprie spalle, elemento che, secondo lui, farebbe la differenza rispetto a quanto accaduto alla Juventus ai suoi tempi.

Moggi, il ricordo su Calciopoli e le frecciatine lanciate a Zaccone e Carraro

L’ex dirigente ha inoltre criticato apertamente il comportamento dell’allora legale bianconero, Cesare Zaccone, accusandolo di aver gestito in modo discutibile la difesa del club, in particolare per aver accettato il patteggiamento che portò alla retrocessione in Serie B. Moggi ha ricordato di aver contestato più volte quella scelta, ritenendola ingiustificata, anche alla luce del fatto che la stessa sentenza sportiva avrebbe poi parlato di campionato regolare e dell’assenza di partite alterate. Ha infine esteso le sue critiche anche all’allora presidente della FIGC, Franco Carraro, accusandolo di aver fornito versioni non corrispondenti alla realtà.