L’avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo, ha categoricamente escluso la sussistenza dei presupposti per un commissariamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). In un momento particolarmente delicato per il calcio italiano, Grassani ha definito le richieste di un tale intervento come mere «reazioni emozionali e di pancia». Dal punto di vista tecnico-giuridico, ha precisato che un provvedimento di commissariamento potrebbe riguardare al massimo l’Associazione Italiana Arbitri (AIA), ma non l’intera FIGC. Questa posizione è rafforzata dalla presenza di un presidente dimissionario e dall’imminente elezione del suo successore.
L’avvocato ha inoltre ribadito l’importanza che la politica rispetti l’autonomia dell’ordinamento sportivo, aggiungendo che un eventuale commissariamento, seppur improbabile, dovrebbe essere disposto dal CONI, ipotesi che egli giudica «abbastanza improbabile».
Giustizia sportiva e l'inchiesta arbitrale: tempi rapidi e obblighi di risposta
In merito all’inchiesta penale che vede coinvolto il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, Grassani ha evidenziato la rapidità con cui si muoverà la giustizia sportiva. Il procuratore federale Giuseppe Chinè ha già richiesto gli atti e procederà con serenità all’istruzione del procedimento, basato su fatti che, sotto il profilo dell’ipotesi accusatoria, sono considerati gravi.
Una differenza fondamentale rispetto alla giustizia ordinaria è che, in ambito sportivo, Rocchi e Gervasoni, attualmente indagati, non possono avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande del procuratore. Si prevedono, pertanto, attività molto incisive e rapide volte a verificare la fondatezza delle accuse, le quali mettono in luce criticità profonde del sistema arbitrale.
Nessun coinvolgimento per i club di Serie A: l'Inter estranea
Grassani ha fermamente chiarito che, sul piano sportivo, non risultano coinvolte società di Serie A, dirigenti, calciatori o allenatori. Le indagini si concentrano esclusivamente su Rocchi e Gervasoni. Club come l’Inter, pur essendo stati menzionati come potenziali beneficiari di condotte illecite in un’ipotesi accusatoria, sono stati dichiarati «assolutamente estranee» al procedimento.
L’avvocato ha sottolineato che parlare di un coinvolgimento diretto dei club del massimo campionato è «assolutamente prematuro», e che gli sviluppi dell’indagine saranno determinanti. Ha inoltre evidenziato la profonda debolezza dell’intero comparto arbitrale, un settore già segnato da tensioni interne, dalle costanti polemiche sull’uso del VAR e dalla recente squalifica del presidente dell’AIA, Zappi.
Sviluppi istituzionali e le prospettive dell'indagine
Il contesto istituzionale rimane teso, con la magistratura ordinaria che prosegue il suo iter e la giustizia sportiva che ha già impresso un’accelerazione alle proprie procedure. Grassani ha ribadito la plausibilità e la ricorrenza dell’impostazione dell’indagine, sottolineando che il concorso con «persone non identificate» è ammissibile.
Questo significa che l’istruttoria potrebbe allargarsi, portando all’emersione di nuovi soggetti. Riguardo a precedenti casi, come la partita Udinese–Parma, l’avvocato ha ricordato che la comparsa di nuove prove potrebbe determinare una riapertura del fascicolo in sede sportiva. Tuttavia, la situazione attuale non giustifica interventi straordinari sulla governance della FIGC, ribadendo la necessità di rispettare l’autonomia dell’ordinamento sportivo.