Si è concluso il ciclo di consultazioni tra i club di Serie C e i candidati alla presidenza della FIGC, Giancarlo Abete e Giovanni Malagò. Gli incontri, tenuti in video call, hanno evidenziato come l’attenzione del movimento sia focalizzata sui programmi e sulle proposte concrete che la futura governance federale dovrà sviluppare per affrontare le criticità non più rinviabili del sistema calcistico italiano.
La Lega Pro ha ribadito la necessità di risposte immediate e condivise, ponendo l’accento sull’unità di tutte le componenti del calcio e sull’importanza di un dialogo costruttivo sulle priorità del settore.
Temi ritenuti fondamentali per il futuro della categoria e dell’intero movimento sono stati affrontati, in linea con quanto già espresso dal Consiglio Direttivo.
Le priorità della Serie C: giovani, riforme e sostenibilità economica
Tra le questioni principali discusse, spicca l’investimento sui giovani, con particolare riferimento all’impegno per la “Riforma Zola”. Al centro del dibattito anche la revisione della normativa sul vincolo sportivo, considerata essenziale per favorire la crescita dei talenti e la competitività dei club. Un altro punto chiave riguarda la sostenibilità economica delle società, tema su cui la Lega Pro ha già introdotto strumenti come gli indicatori di liquidità ammissivi e il “Salary Cap”, che entrerà in vigore dalla stagione in corso.
I due candidati, Abete e Malagò, hanno illustrato le ragioni della propria candidatura e presentato le rispettive linee programmatiche, offrendo ai club una panoramica sulle possibili strategie per il rilancio del calcio italiano.
Corsa alla presidenza FIGC: il nodo ineleggibilità e le prossime tappe
In questo contesto, la corsa alla presidenza della FIGC si fa sempre più serrata. Giovanni Malagò, tra i principali contendenti, attende le assemblee di Serie B e Serie C, previste rispettivamente per il 6 e l’8 maggio, prima di ufficializzare la propria decisione definitiva. Nel frattempo, tra gli oppositori di Malagò, emerge la questione della sua possibile ineleggibilità. Questa è legata alla normativa sul “cooling off period” o “pantouflage”, che prevede un periodo di raffreddamento per chi ha guidato un ente vigilante come il CONI prima di assumere incarichi in organismi controllati, quale la FIGC.
La valutazione di tale eventualità spetterebbe ad autorità competenti come ANAC o Antitrust.
Il confronto tra i candidati e i club, dunque, si inserisce in un quadro di grande attenzione alle regole e alle prospettive di riforma, con l’obiettivo condiviso di garantire stabilità e sviluppo al calcio italiano.