Il mondo dell'Inter è in lutto per la scomparsa di Evaristo Beccalossi, storico centrocampista nerazzurro, morto nella notte tra martedì e mercoledì alla clinica Poliambulanza di Brescia. Il club ha espresso dolore e incredulità: "Ci sembra impossibile, Beccalossi sempre uno di noi", a sottolineare il suo legame indissolubile con la squadra.
La carriera e il talento di Beccalossi
Nato a Brescia, Evaristo Beccalossi fu figura chiave dell'Inter tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta. Con la maglia nerazzurra, conquistò lo Scudetto (1979-1980) e due Coppe Italia.
Fu un fantasista amato per il suo estro e creatività, doti che lo resero unico. Dopo il ritiro, rimase a Milano, legato al quartiere di San Siro, visibile dalla sua abitazione.
Il cordoglio della famiglia nerazzurra
Così, la società nerazzurra, descrive il suo storico 10: "Fantasista: precisamente, Beccalossi. Gianni Brera lo aveva ribattezzato 'Driblossi'. L'arte di dribblare, di saltare gli avversari: azzardi sfrontati, quasi sempre riusciti, con leggerezza. Il bello del calcio, il modo più romantico per far innamorare i tifosi. Coi riccioli che ciondolavano sulle spalle, con la sua cadenza inconfondibile in mezzo al campo, dava carezze al pallone. Nessuno, meglio di Peppino Prisco, ha fotografato l'iconicità di Evaristo: "Lui non giocava con il pallone, era il pallone che giocava con lui.
Lui non lo calciava, l’accarezzava riempiendolo di coccole".
La sua scomparsa ha scosso l'ambiente interista. Il club ha definito la perdita "impossibile da accettare", rimarcando come Beccalossi fosse parte integrante della famiglia nerazzurra. I tifosi, in particolare la Curva Nord, lo ricordano per la fantasia, la leggendaria maglia numero dieci e una storica doppietta nel derby sotto la pioggia (autunno 1979), un'impresa impressa nella memoria collettiva.
Gli ultimi mesi e il ricordo
Evaristo Beccalossi aveva 69 anni; avrebbe compiuto settanta il prossimo 12 maggio. Le sue condizioni erano critiche da circa un anno, dopo un grave malore nel gennaio 2025 che lo lasciò in coma a lungo. Il decesso è avvenuto nella clinica di Brescia dove era ricoverato. Il suo ricordo, come calciatore e uomo, continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha stimato.