Il mondo del calcio italiano piange la scomparsa di Evaristo Beccalossi, storico fantasista e autentica bandiera dell'Inter, deceduto nella notte presso la clinica Poliambulanza di Brescia. Beccalossi, che aveva 69 anni e avrebbe compiuto 70 anni il 12 maggio 2026, era ricoverato in condizioni critiche a seguito di un malore accusato nel gennaio 2025, che lo aveva condotto a un lungo periodo di coma. La camera ardente è stata allestita nella stessa struttura ospedaliera, mentre le esequie si terranno venerdì nella Chiesa Conversione di San Paolo a Brescia.

Evaristo Beccalossi lascia la moglie Danila e la figlia Nagaja. Il suo nome è indissolubilmente legato alla storia dell'Inter, club per il quale ha militato dal 1978 al 1984. Durante la sua permanenza in maglia nerazzurra, ha collezionato ben 215 presenze e siglato 37 gol, lasciando un'impronta indelebile. Con l'Inter, Beccalossi ha conquistato importanti successi: uno scudetto nella stagione 1979-1980 e una Coppa Italia nel 1981-1982. Il suo contributo fu fondamentale anche per il raggiungimento della semifinale in Coppa dei Campioni, un traguardo significativo per l'epoca.

Il suo talento cristallino e il suo stile di gioco inconfondibile, fatto di dribbling ubriacanti e una fantasia pura, gli valsero soprannomi affettuosi e descrittivi come “poeta del pallone” e “Dribblossi”.

Beccalossi, inizialmente fantasista mancino, seppe evolvere la sua tecnica diventando ambidestro nel corso della sua brillante carriera, dimostrando una versatilità rara e una capacità di incantare il pubblico con giocate imprevedibili.

Il ricordo commosso di club e compagni

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio nel mondo del calcio. Il club nerazzurro ha espresso il proprio affetto e la propria riconoscenza per il contributo inestimabile che Beccalossi ha offerto alla storia dell'Inter. Anche numerosi ex compagni di squadra, tra cui Fulvio Collovati, hanno voluto rendere omaggio al campione, ricordandone le doti umane e professionali. Il fantasista fu spesso celebrato per la sua straordinaria capacità di accendere l'entusiasmo e la fantasia dei tifosi, e per il suo ruolo di leadership nelle stagioni più gloriose e di successo del club milanese.

L'eredità di un simbolo nerazzurro

Beccalossi è stato senza dubbio uno dei simboli più luminosi del calcio italiano tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta. Si distingueva non solo per la sua tecnica sopraffina e la visione di gioco, ma anche per una spiccata personalità in campo che lo rendeva un leader naturale. La sua figura carismatica e le sue memorabili giocate restano ancora oggi un punto di riferimento per intere generazioni di tifosi dell'Inter e per tutti gli appassionati di calcio che ne custodiscono gelosamente il ricordo. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel panorama sportivo italiano, ma la sua leggenda continuerà a vivere nei cuori di chi lo ha amato e ammirato.