Il ct della Germania, Julian Nagelsmann, ha affrontato con determinazione l'eliminazione dai Mondiali. Ha ribadito di non volersi dimettere: "Non sono uno che scappa". Pur provato, ha riconosciuto la necessità di cambiamenti.
Nagelsmann, a 38 anni il più giovane ct in una fase a eliminazione diretta mondiale, ha legato la sua permanenza alla volontà della Federazione, dichiarando disponibilità a continuare. Ha invitato i dirigenti a riflettere con calma sul contratto. La dirigenza, ha spiegato, "affronterà la questione con più calma", evitando discussioni "con i giocatori in lacrime" post-ko.
La delusione dopo i rigori e il futuro della panchina
L'eliminazione della Germania è avvenuta ai rigori contro il Paraguay nei sedicesimi di finale. "Così non è abbastanza, potevamo fare di più", ha ammesso il tecnico. Il gol realizzato nei supplementari era regolare e la partita si sarebbe dovuta risolvere prima.
Nonostante l'amarezza, Nagelsmann ha difeso i suoi calciatori, sottolineando l'importanza di assumersi la responsabilità nei rigori. "Anche i grandi sbagliano", ha detto, aggiungendo: "Alla fine questo è solo la punta dell’iceberg". Con un contratto fino agli Europei del 2028, ha ribadito la sua disponibilità a proseguire, pronto a preparare i prossimi impegni se la Federazione gli rinnoverà la fiducia.
Il difficile cammino della Germania dopo il 2014
L'uscita ai sedicesimi rappresenta un capitolo complesso per la Germania. Dopo la vittoria della Coppa del Mondo nel 2014, la nazionale è stata eliminata due volte ai gironi e ora ai sedicesimi nelle tre edizioni successive. La dirigenza federale valuterà con cautela il futuro della guida tecnica.