La nazionale argentina è rientrata a Buenos Aires dopo la sconfitta per 1-0 contro la Spagna nella finale dei Mondiali 2026. La delegazione, guidata dal commissario tecnico Lionel Scaloni, è atterrata all’aeroporto internazionale di Ezeiza, dove centinaia di tifosi si sono radunati per tributare un caloroso benvenuto ai vicecampioni del mondo.

Il volo di Aerolíneas Argentinas è giunto a destinazione poco dopo le 18 ora locale, accolto da una sobria cerimonia protocollare e da un imponente dispositivo di sicurezza, attentamente predisposto dalle autorità.

Sulla pista, un messaggio di ringraziamento: la scritta “Gracias”, realizzata su un’area di 150 metri, campeggiava come omaggio alla squadra. Tuttavia, l’attesa per alcuni volti noti è stata vana: Lionel Messi e Rodrigo De Paul non erano a bordo, essendo rimasti negli Stati Uniti insieme ad altri quattro giocatori, per raggiungere direttamente i rispettivi club o iniziare il periodo di vacanza.

Nessuna celebrazione ufficiale: la posizione della Federcalcio e del Governo

Nonostante la significativa presenza di tifosi nei pressi dell’aeroporto, non sono state organizzate celebrazioni ufficiali per la squadra. La Federcalcio argentina (Afa) ha infatti escluso qualsiasi evento pubblico, a seguito della profonda delusione per la finale mondiale persa.

Anche il governo di Javier Milei ha accantonato l’ipotesi di proclamare un giorno festivo nazionale, una decisione che riflette il clima generale. Il gruppo squadra, dopo il rientro, si è trasferito direttamente al centro sportivo dell’Afa a Ezeiza, dove è prevista la separazione definitiva della delegazione.

Un rientro sobrio e il ricordo dei trionfi passati

Il ricevimento della squadra si è limitato a un atto puramente protocollare, una modalità simile a quella riservata ai capi di Stato in visita ufficiale. Una comitiva del Ministero della Sicurezza e una scorta ufficiale hanno accompagnato la delegazione dall’aeroporto al centro sportivo, garantendo un trasferimento senza deviazioni e, soprattutto, senza la partecipazione di figure politiche.

L’assenza di Messi all’arrivo è stata preceduta da un suo messaggio sui social, pubblicato poche ore prima: “Il dolore è molto grande e sarà difficile da rimarginare. Oggi è difficile apprezzare quanto fatto, ma questo gruppo ha raggiunto due finali consecutive della Coppa del Mondo. Ancora una volta siamo riusciti a unirci come Paese e a condividere l’immenso orgoglio di essere argentini”.

Questa accoglienza sobria si pone in netto contrasto con le celebrazioni del Mondiale precedente, quando la vittoria fu festeggiata da una folla immensa, stimata in milioni di persone, che invase le strade di Buenos Aires. Questa volta, la scelta è stata quella della discrezione e della sobrietà, in linea con il sentimento della squadra e delle istituzioni.

L’accoglienza, pur calorosa e sentita dai tifosi, è rimasta contenuta e priva di manifestazioni pubbliche, a testimonianza di un clima di rispetto e gratitudine verso i protagonisti di questa avventura sportiva, nonostante l’esito finale.