Un tribunale colombiano ha disposto la confisca della villa dell'ex portiere René Higuita. I giudici hanno stabilito che l’immobile, nel quartiere di El Poblado a Medellín, sarebbe stato acquistato con denaro proveniente dal cartello del narco-boss Pablo Escobar e poi trasferito a Higuita nel 1992.

Un'indagine della Procura colombiana, avviata nel 2014, ha chiarito l'origine della casa dell'ex calciatore. Il tribunale di Medellín ha confermato la confisca, ritenendo la proprietà parte di un schema di occultamento di beni illeciti, tramite trasferimenti e intestazioni fittizie.

L'analisi tecnica e una perizia grafologica hanno rivelato la falsità di una firma.

Confisca: ragioni e replica di Higuita

La villa era stata inizialmente acquisita da Gustavo Cuartas Rendón, prestanome dei fratelli Moncada del Cartel de Medellín. La proprietà è poi passata a René Higuita e a un suo familiare, con trasferimenti volti a celare l'origine illecita delle risorse. Il giudice ha sottolineato che la successione dei passaggi di proprietà e le prove (testimonianze e perizie tecniche) hanno permesso di ricostruire la catena e collegare l'immobile a fondi illeciti.

Higuita, noto come ‘El Loco’, ha annunciato pubblicamente il ricorso contro la sentenza di primo grado. L'ex portiere dell'Atlético Nacional ha sempre sostenuto di aver acquistato la casa negli anni Novanta con fondi propri, negando ogni coinvolgimento con organizzazioni di narcotrafficanti.

«Presenterò ricorso contro questa decisione», ha dichiarato, ribadendo la sua estraneità ai fatti contestati.

Indagine: dettagli e prove tecniche

L'inchiesta della Fiscalía General de la Nación ha rivelato una complessa operazione di occultamento patrimoniale, strategia dei cartelli del narcotraffico per separare i beni dai reali proprietari. L'analisi tecnica della documentazione, inclusa la perizia grafologica che ha individuato una firma falsa, è stata un elemento cruciale per la decisione. Le prove hanno dimostrato le manovre usate per celare l'origine illecita dell'immobile, confermando la confisca.

La vicenda si inserisce in un più ampio contesto di lotta alle infiltrazioni del narcotraffico nei patrimoni personali e immobiliari, specialmente a Medellín, città storicamente legata alle attività del cartello di Pablo Escobar. L'esito del ricorso annunciato da Higuita sarà attentamente monitorato dagli ambienti sportivi e giudiziari.