La Procura della Federcalcio, guidata da Giuseppe Chinè, ha formalmente richiesto ai magistrati di Bari la trasmissione degli atti relativi all'inchiesta che vede coinvolti Aurelio De Laurentiis e suo figlio Luigi. Entrambi sono indagati per i reati di false comunicazioni sociali, in riferimento al bilancio dell'esercizio 2024 del Bari calcio, e di bancarotta fraudolenta, connessa alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale per l'insolvenza della società sportiva barese.
Le indagini della magistratura ordinaria hanno già portato, nella giornata di ieri, a una serie di perquisizioni.
Queste operazioni hanno interessato le sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro, la società cinematografica di proprietà della famiglia De Laurentiis con sede a Roma. Le attività investigative si sono estese anche a tre ex direttori sportivi che hanno operato per il Bari e il Napoli – Ciro Polito, Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso – e a un procuratore sportivo, Graziano Battistini. L'obiettivo primario di tali perquisizioni è stato l'acquisizione di documenti finanziari, corrispondenza elettronica e messaggi che possano fornire elementi utili alla ricostruzione dei fatti.
L'inchiesta sui conti del Bari calcio
Al centro dell'inchiesta vi è un presunto buco finanziario stimato in circa 30 milioni di euro, accumulato dal Bari calcio negli ultimi otto anni di gestione.
La Guardia di finanza, coadiuvata dai consulenti Massimiliano Cassano e Antonio Danza, sta lavorando per ricostruire le dinamiche che hanno portato a tali perdite e le operazioni finanziarie correlate. Il procuratore Roberto Rossi coordina l'indagine per bancarotta.
Un aspetto cruciale dell'indagine riguarda la cessione dell'ex portiere Elia Caprile. Il calciatore fu trasferito dal Bari al Napoli per 2,2 milioni di euro, per poi essere rivenduto al Cagliari per 8 milioni. La Procura ipotizza che il Bari non abbia beneficiato della plusvalenza generata da questa operazione, un elemento che rafforzerebbe la tesi secondo cui i De Laurentiis non avrebbero mai investito concretamente nella società barese.
Questa prospettiva, che combacia con quella di molti tifosi biancorossi, è fermamente contestata dalla difesa degli imprenditori.
Gli avvocati Fabio Fulgeri e Roberto Eustachio Sisto, che assistono Aurelio e Luigi De Laurentiis, hanno chiarito che il trasferimento di Caprile è avvenuto "tra società infragruppo di un calciatore il cui valore era stato quantificato, mediante perizia giurata, da un soggetto terzo". Questa dichiarazione mira a legittimare l'operazione come una transazione interna al gruppo, con una valutazione oggettiva del valore del giocatore.
Il ruolo della Procura Federale
La richiesta di acquisizione degli atti da parte della Procura della Federcalcio si inserisce nel quadro delle sue prerogative di vigilanza e controllo sulle società calcistiche affiliate.
L'organo federale, infatti, ha il compito di garantire il rispetto delle norme federali e dei principi di correttezza gestionale da parte di tutte le entità e i dirigenti coinvolti nel sistema calcio. Attraverso la sua Procura, la FIGC può avviare accertamenti autonomi e raccogliere la documentazione necessaria per verificare la conformità delle condotte alle regolamentazioni sportive.
Ora, la Procura federale, sotto la guida di Giuseppe Chinè, attende la trasmissione formale degli atti da parte della magistratura ordinaria. L'analisi di questi documenti sarà fondamentale per valutare eventuali profili di rilevanza sportiva e disciplinare che potrebbero emergere dai fatti oggetto dell'indagine penale, e per decidere su eventuali procedimenti a carico dei soggetti coinvolti.