Il mondo del calcio piange la scomparsa di Kevin Keegan, leggendario attaccante inglese e figura iconica del panorama sportivo britannico, venuto a mancare all'età di 75 anni. L'ex fuoriclasse, celebre per aver conquistato due Palloni d'Oro consecutivi, era affetto da tempo da una grave malattia. Solo un mese prima del decesso, Keegan aveva rivelato pubblicamente la serietà della sua condizione, annunciando di trovarsi in uno stadio avanzato del cancro. La notizia della sua morte è stata diffusa dalla famiglia tramite un comunicato, nel quale si è voluto ricordare anche il suo profondo affetto come padre e nonno.
Keegan è stato un protagonista assoluto del calcio europeo negli anni Settanta. La sua carriera da calciatore è indissolubilmente legata al Liverpool, club con il quale ha raggiunto traguardi straordinari, tra cui la vittoria del campionato inglese, della prestigiosa Coppa dei Campioni e di due Coppe UEFA. In questo periodo, divenne un vero e proprio simbolo dei "Reds", guadagnandosi l'appellativo di "King Kevin". Dopo l'esperienza trionfale in Inghilterra, Keegan proseguì la sua avventura in Germania, vestendo la maglia dell'Amburgo, dove fu riconosciuto per ben due volte consecutive come miglior calciatore europeo. Rimane l'unico calciatore britannico nella storia ad aver vinto due Palloni d'Oro in anni consecutivi, un'impresa che ne sottolinea il talento eccezionale.
La carriera da giocatore e la nazionale
La parabola calcistica di Kevin Keegan ebbe inizio nello Scunthorpe, prima del suo approdo al Liverpool nel 1971. Oltre ai successi ottenuti con i club, Keegan ha onorato la maglia della nazionale inglese per 63 volte, mettendo a segno 21 reti e partecipando ai Mondiali del 1982, dove ricoprì anche il ruolo di capitano. Dopo il periodo in Germania, fece ritorno in patria per militare nelle fila di Southampton e Newcastle, prima di appendere gli scarpini al chiodo all'età di 33 anni.
La sua presenza in campo era definita da una straordinaria determinazione e da un'umiltà che gli furono inculcate dal leggendario manager Bill Shankly. Nonostante ciò, il suo temperamento acceso era ben noto, come testimoniato dall'episodio dell'espulsione nella Charity Shield del 1974, a seguito di uno scontro con Billy Bremner.
L'esperienza da manager e l'eredità
Una volta ritiratosi dal calcio giocato, Keegan si trasferì per un periodo in Spagna, per poi intraprendere una nuova fase della sua carriera come allenatore. La sua esperienza più significativa da manager fu alla guida del Newcastle, a partire dal 1992, dove riuscì a portare la squadra in Premier League e a sfiorare la conquista del titolo nella stagione 1995-96. Successivamente, ha ricoperto il ruolo di allenatore anche per club come Fulham e Manchester City, oltre a guidare la nazionale inglese tra il 1999 e il 2000. Nel 2009, un tribunale gli riconobbe un risarcimento per un caso di licenziamento ingiustificato.
Nominato Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico (OBE) nel 1982, Keegan ha mantenuto una forte presenza pubblica anche al di fuori dei campi da gioco.
Ha scritto colonne giornalistiche, lanciato una propria linea di scarpe da calcio, inciso un disco di successo e partecipato a diversi programmi televisivi. Nel 2023, fu al centro di alcune polemiche per le sue dichiarazioni riguardanti la partecipazione di ex calciatrici della nazionale inglese alle telecronache delle partite maschili.