La notizia della scomparsa di Franco Baresi ha scosso profondamente il mondo del calcio italiano e internazionale. Raffaele Ranucci, ex capo delegazione della Nazionale italiana ai Mondiali di Usa '94, ha espresso il suo dolore, ricordando il legame speciale che lo univa a Baresi, protagonista di uno dei momenti più emblematici della storia azzurra. Ranucci fu la spalla su cui Baresi sfogò, bagnandola di lacrime, tutta la sua delusione per il rigore fallito nella finale contro il Brasile, un episodio che segnò la conclusione amara di un percorso straordinario.

"Un gigante del calcio e non solo, il vero leader di quella nazionale", così Ranucci ha definito Baresi, sottolineando il ruolo centrale che il difensore ebbe nel gruppo guidato da Arrigo Sacchi. Ranucci ha ricordato come nessuno avrebbe mai creduto al recupero di Baresi per la finale, dopo un intervento al menisco avvenuto solo quaranta giorni prima. "L’intervento chirurgico negli Usa era difficile: il nostro medico, il professor Ferretti, poteva solo assistere in sala operatoria. Faccemmo uno ‘screening’ dell’ortopedico che avrebbe operato Franco; il Milan e Galliani furono davvero signori: avevano a cuore la nazionale, si affidarono completamente".

Il percorso verso la finale di Pasadena

Ranucci ha ripercorso le difficoltà e le intense emozioni vissute durante quel Mondiale, tra partite sofferte e un clima torrido.

"Ogni partita era motivo di lacrime, per un verso o per l’altro. Ricordate la Norvegia, con l’espulsione di Dino Baggio, e poi la sofferenza con la Nigeria? Faceva un caldo spaventoso, in campo in allenamento consumavamo 200 bottigliette d’acqua al giorno". Il merito di essere arrivati in finale, e di averla giocata fino in fondo con un grande Brasile, fu di Sacchi e di un gruppo eccezionale, ma "di quel gruppo il vero leader era lui: Franco Baresi".

Dopo l’errore dal dischetto di Baresi e quello successivo di Roberto Baggio, la delusione fu enorme. "Tutti in panchina si sedettero distrutti – racconta ancora Ranucci – Ma Sacchi disse: ‘in piedi!’. Franco venne verso di me, io lo consolai ricordandogli che solo i grandi avrebbero tirato un rigore quel giorno.

Avrei voluto piangere anche io, ma non potevo". Ranucci ha sottolineato come, a differenza di oggi, al ritorno da Pasadena non ci furono celebrazioni ufficiali per la squadra e per Baresi, che invece avrebbero meritato un riconoscimento adeguato per l'impresa compiuta.

L’eredità di Franco Baresi

Negli anni, il ricordo di quell'attimo è rimasto vivo tra Ranucci e Baresi, simboleggiato da una celebre fotografia. "Tra noi, era come se grazie a quella foto fosse rimasto un filo rosso: la magia dei sentimenti". La scomparsa di Baresi lascia un vuoto profondo non solo tra i suoi ex compagni e dirigenti, ma in tutto il calcio italiano, che perde uno dei suoi leader più autentici e carismatici.

Franco Baresi è deceduto all’età di sessantasei anni a causa di una malattia polmonare, come comunicato dal suo club.

Il Milan ha espresso il proprio profondo cordoglio, sottolineando come la storia del club sia in lacrime per la perdita di un simbolo la cui figura e la cui maglia numero 6 resteranno per sempre parte integrante e fondamentale del DNA rossonero. Le condoglianze sono state rivolte alla famiglia di Baresi e a tutti i tifosi che oggi piangono la scomparsa di una leggenda del calcio mondiale.