Il governatore della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha chiarito i motivi della sua partecipazione alla recente manifestazione dei tifosi della Lazio contro il presidente Claudio Lotito. Rocca ha affermato di essere intervenuto con l'unico scopo di "ascoltare" i cittadini, escludendo qualsiasi intenzione di "decidere chi debba essere il proprietario della Lazio" o di "interferire nella gestione di una società privata". Ha inoltre specificato di non aver "aderito a insulti o invettive", ma di aver incontrato "migliaia di persone che manifestavano pacificamente" e che esprimevano "una sofferenza, un disagio e un forte senso di appartenenza" alla squadra.
Il presidente regionale ha sottolineato l'importanza di tale mobilitazione, dichiarando che "un presidente di Regione non può considerare irrilevante una mobilitazione così ampia e composta". Pur essendo un "tifoso della Lazio", un fatto che non ha mai nascosto, Rocca ha ribadito di essere "prima di tutto il presidente di tutti i cittadini del Lazio". Ha evidenziato come "il calcio sia identità, memoria familiare, comunità", e che sebbene "la politica non debba impossessarsene", le istituzioni hanno il "dovere di ascoltare". La sua presenza, ha precisato, non celava alcuna "convenienza politica", anche considerando che Lotito è un parlamentare della maggioranza di centrodestra, ma rappresentava unicamente il "rispetto per una comunità che chiedeva di essere ascoltata".
Il futuro dello stadio Flaminio
Rocca ha anche affrontato il tema dello stadio della Lazio, confermando che "la Lazio ha formalmente presentato al Comune il progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio" e che il "percorso amministrativo è stato avviato". L'obiettivo prefissato è di completare il nuovo impianto entro il 2029. Il governatore ha ricordato che il Flaminio è un "bene straordinario", soggetto a "vincoli" e situato in una "zona delicata sotto il profilo urbanistico e della mobilità". È quindi fondamentale "conciliare la tutela dell’opera di Nervi con le esigenze di uno stadio moderno e pienamente funzionale".
Sottolineando l'importanza strategica, Rocca ha affermato che "il nuovo stadio della Roma e quello della Lazio rappresentano entrambi grandi opportunità per il territorio".
Questi progetti, ha spiegato, "significano investimenti, lavoro, rigenerazione urbana, nuovi servizi, turismo e la possibilità per Roma di tornare a competere con le principali capitali europee nell’organizzazione dei grandi eventi". La Regione, ha assicurato, "darà il proprio contributo per quanto di competenza e farà tutto il possibile affinché entrambi i progetti si realizzino nei tempi previsti".
La mobilitazione dei tifosi: dettagli e significato
La protesta dei tifosi della Lazio contro il presidente Lotito ha coinvolto circa diecimila persone, che si sono radunate a Ponte Milvio, un luogo simbolo per il tifo biancoceleste. Il corteo ha poi sfilato fino allo stadio Flaminio, animato da cori e striscioni contro la gestione societaria, e da numerose bandiere della Lazio, simbolo dell'amore per i colori del club.
Tra i partecipanti di spicco, l'ex falconiere della Lazio, Juan Bernabè, presente con la sua aquila.
Questo pomeriggio di mobilitazione ha offerto ai supporter l'opportunità di esprimere il loro dissenso verso l'operato della società e la gestione del club, mantenendo un clima pacifico e composto. La presenza del governatore Rocca ha conferito un valore simbolico all'evento, evidenziando il profondo impatto che il calcio e le sue dinamiche hanno sulla vita sociale e culturale della Capitale e dell'intera regione.