"Pronto, Gianni?". Con questa frase si sarebbe aperto il contatto diretto tra Donald Trump e Gianni Infantino, in una telefonata che avrebbe avuto conseguenze immediate sul caso Folarin Balogun ai Mondiali 2026. Il presidente degli Stati Uniti avrebbe infatti sollecitato la revisione della squalifica dell’attaccante del Team Usa, espulso nei sedicesimi di finale contro la Bosnia.
Poche ore dopo, la Fifa ha annunciato una decisione senza precedenti: la sospensione dell’esecuzione della squalifica, permettendo così a Balogun di essere a disposizione per gli ottavi di finale contro il Belgio.
La telefonata e la ricostruzione dei media
Secondo quanto riportato da New York Times, CNN e Washington Post, la chiamata di Trump a Infantino sarebbe avvenuta mercoledì, dopo la vittoria degli Stati Uniti sulla Bosnia per 2-0.
L’episodio contestato risale alla gara di San Francisco, quando Balogun era stato espulso per un pestone ai danni del difensore bosniaco Tarik Muahremovic, giudicato probabilmente involontario dall’arbitro brasiliano Raphael Claus. Il cartellino rosso diretto comportava automaticamente una giornata di squalifica, normalmente non appellabile.
Secondo le stesse fonti, la Fifa nega tuttavia qualsiasi pressione da parte della Casa Bianca.
Il comunicato della Fifa
La federazione internazionale ha motivato ufficialmente la propria decisione con un comunicato che ha sorpreso il Belgio e gran parte dell’ambiente calcistico.
"Il comitato disciplinare della Fifa ha inflitto la seguente sanzione al giocatore della nazionale statunitense Folarin Balogun, espulso a seguito di un cartellino rosso diretto durante la partita di Coppa del Mondo Fifa 2026 tra Stati Uniti e Bosnia ed Erzegovina, disputata il 1° luglio 2026 al San Francisco Bay Area Stadium: una giornata di squalifica per violazione degli articoli 14 e 66 del Codice Disciplinare Fifa. Ai sensi dell'articolo 27 del Codice Disciplinare Fifa, l'esecuzione della giornata di squalifica è sospesa per un periodo di prova di un anno. Qualora Folarin Balogun commetta un'altra infrazione di natura e gravità analoghe durante il periodo di prova, la squalifica sarà revocata e la sanzione applicata, fatta salva qualsiasi ulteriore sanzione inflitta per la nuova infrazione".
Le reazioni e il caso politico
La decisione viene definita senza precedenti e apre a un acceso dibattito internazionale. Il provvedimento, considerato una sorta di “grazia” sportiva, elimina di fatto l’impatto immediato dell’espulsione, pur non cancellandola formalmente.
Secondo il New York Times, la federazione statunitense avrebbe protestato per l’uso delle immagini televisive nella revisione del caso, mentre il protocollo VAR prevede invece il ricorso al video come strumento ordinario.
Pressioni e retroscena
Nel quadro della vicenda emerge anche la figura di Scott Goodwin, manager di un hedge fund e finanziatore della federazione americana, che avrebbe portato il caso all’attenzione dell’amministrazione Trump.
Il nome dell’arbitro Raphael Claus è finito al centro di polemiche e sospetti rilanciati senza evidenze, contribuendo ad alimentare la pressione politica e mediatica.
A quel punto, secondo la ricostruzione, Trump avrebbe contattato direttamente Infantino per chiedere la revisione della squalifica.
La decisione finale e la posizione di Trump
Il 5 luglio la Fifa ha infine sospeso la sanzione nei confronti di Balogun, decisione immediatamente accolta con soddisfazione dal presidente americano.
"Grazie alla Fifa per aver fatto la cosa giusta e aver cancellato una grande ingiustizia", ha scritto Trump sul social Truth.
Nelle ore successive, secondo le stesse fonti, ci sarebbero stati ulteriori contatti tra Trump e Infantino.