Il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, ha proclamato il lutto cittadino per martedì 21 luglio, giorno in cui si terranno i funerali di Osvaldo Bagnoli, lo storico allenatore del Verona scomparso il 17 luglio all'età di 91 anni. Le esequie avranno luogo nella suggestiva Basilica di San Zeno, un luogo simbolo per la città scaligera, a testimonianza del profondo legame tra la figura di Bagnoli e la comunità veronese.

Per l'intera giornata di martedì, la bandiera civica sarà esposta a mezz'asta in tutte le sedi comunali, un gesto di cordoglio e di vicinanza da parte dell'intera comunità.

Osvaldo Bagnoli è stato l'indiscusso protagonista della storica conquista dello scudetto da parte del Verona nella stagione 1984-1985, un traguardo che rimane unico e irripetibile nella storia del club e del calcio italiano. La sua scomparsa è avvenuta presso l’ospedale Borgo Roma di Verona, dopo un periodo di malattia che lo aveva visto trasferito alla Fondazione ‘Pia Opera Ciccarelli’ di San Giovanni Lupatoto.

La straordinaria carriera di Osvaldo Bagnoli

Nato il 3 luglio, Osvaldo Bagnoli aveva da poco compiuto 91 anni. Prima di intraprendere la gloriosa carriera di allenatore, Bagnoli era stato un calciatore solido e apprezzato, vestendo le maglie di importanti squadre come Milan, Verona e Spal.

La sua vera consacrazione, tuttavia, giunse in panchina, in particolare con l'arrivo a Verona nel 1981. Qui, in un periodo relativamente breve, ottenne risultati eccezionali: prima la promozione in Serie A, poi un brillante quarto posto in campionato accompagnato da una finale di Coppa Italia e, infine, il capolavoro assoluto, lo scudetto della stagione 1984-1985. In quell'annata memorabile, il Verona di Bagnoli, pur non partendo con i favori del pronostico, riuscì a imporsi su squadre ben più blasonate e ricche di campioni, grazie a un collettivo granitico, compatto e straordinariamente organizzato, capace di ribaltare ogni previsione.

Dopo nove anni indimenticabili alla guida del Verona, Bagnoli proseguì la sua carriera trasferendosi al Genoa.

Anche qui, seppe lasciare un segno indelebile, ottenendo risultati di grande prestigio come un quarto posto in campionato e una storica qualificazione in Europa, culminata con la semifinale di Coppa Uefa. Successivamente, allenò l’Inter, con cui conquistò un secondo posto in campionato, dimostrando ancora una volta le sue capacità. La sua carriera da allenatore si concluse a 59 anni, un ritiro che lo vide mantenere il suo stile sobrio e lontano dai riflettori, pur avendo raggiunto traguardi straordinari.

L'omaggio della città e il ricordo sportivo

La decisione del sindaco Damiano Tommasi di proclamare il lutto cittadino e la scelta della Basilica di San Zeno per le esequie evidenziano il legame profondo e indissolubile tra Osvaldo Bagnoli e la città di Verona.

Il suo contributo al calcio italiano, e in particolare alla guida del Verona, è universalmente riconosciuto come uno degli episodi più significativi e romantici della storia sportiva nazionale. La comunità veronese si prepara a rendere un ultimo, sentito omaggio a una figura che ha non solo segnato un'epoca con i suoi risultati, ma che ha anche lasciato un'impronta indelebile per il suo stile sobrio, concreto e pragmatico, un vero esempio di dedizione e competenza nel mondo del calcio.