L'ex direttore tecnico della Figc, Paolo Maldini, ha rotto il silenzio sul suo divorzio dalla federazione, chiarendo le motivazioni. "I patti sono stati rivisti, l’unica cosa da fare era dimettersi", ha dichiarato, spiegando un mutamento degli accordiiniziali. Insieme all’advisor Leonardo, Maldini avrebbe dovuto scegliere il nuovo commissario tecnico, ma la situazione si è complicata dopo il mancato ingaggio di Andrea Pirlo.

Maldini e Leonardo avevano individuato in Pirlo il profilo ideale per la panchina azzurra. Tuttavia, la sua candidatura fu ostacolata dalle polemiche sui rapporti commerciali con un provider russo di scommesse.

"Questa cosa ha sicuramente contato. Noi non la sapevamo. L’opinione pubblica ha fatto il suo lavoro. Ma non c’era nulla sul piano giuridico che avrebbe potuto impedire ad Andrea di fare l’allenatore della Nazionale", ha precisato Maldini. Ha aggiunto che Pirlo "era disposto a chiudere i rapporti con la Bet company russa" e che, nonostante il richiamo a codice etico e decreto dignità, "se ci fosse stata la reale volontà di farlo firmare come ct, non ci sarebbero stati ostacoli legali".

Il tentativo Guardiola e la svolta

Prima di virare su Pirlo, Maldini e Leonardo avevano incontrato Pep Guardiola a Barcellona. "Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli…", ha rivelato Maldini.

Guardiola declinò l’offerta "per stanchezza", dopo dieci anni "massacranti in Premier" e un’operazione alla schiena, necessitando di riposo. Nonostante il rifiuto, la discussione fu "molto seria", con analisi approfondite delle rose. Giovanni Malagò era "informato passo dopo passo" di tutto.

La versione di Malagò e la nuova guida

Il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha confermato che la scoperta della sponsorizzazione russa di Pirlo ha generato "qualcosa che ha fatto riflettere". Malagò si è assunto "ogni responsabilità di aver fermato l’iter di Pirlo da ct", agendo in "totale trasparenza". Ha escluso categoricamente attriti con Maldini e Leonardo: "Non c’è stato alcun tipo di conflitto o polemica, nemmeno rabbia.

Forse dispiacere, quello sì. Ma c’è stata assoluta e serena consensualità sul fatto che le strade col dt e l’advisor si separassero". Dopo il blocco di Pirlo, i due manager non avevano presentato altri nomi, avendo tracciato solo un "profilo di allenatore".

Malagò ha espresso gratitudine verso Maldini e Leonardo, definendoli "dei signori". Sul ritorno di Roberto Mancini, ha sottolineato l'importanza delle "scuse già fatte". Malagò ha ribadito di aver creduto nel "concetto del Club Italia e del dt", volendo che il nome del ct fosse proposto da Maldini e Leonardo, che però "non hanno fatto altri nomi dopo Pirlo". La nuova guida tecnica vedrà Mancini sulla panchina azzurra, affiancato da Claudio Ranieri come direttore tecnico e presidente del Club Italia.

Entro la settimana, Malagò scioglierà le riserve sull’ultima figura per coordinare le giovanili, con Gianfranco Zola possibile nome. La scelta di Mancini, definita "la persona giusta" da Malagò, è condivisa con Ranieri, a differenza della condivisione venuta meno con Maldini, che ha portato alla separazione dopo 17 giorni. Il legame tra Malagò, Mancini e Ranieri, noto da tempo, si rafforza ora anche in ambito lavorativo.