I costi delle seconde case derivanti da tasse, imposte e quant'altro stanno lievitando a livelli mai visti prima: tra Imu, Tasi, Iuc e quant'altro la seconda casa da investimento sta diventando una spesa per molti troppo alta. Speriamo che almeno venga ridotta la cedolare secca sui contratti di affitto, così chi ha abitazioni che dà in locazione abbia un margine di guadagno decente.
Alcuni numeri dopo l'aggravio della Tasi, visto che i Comuni potranno aumentare le aliquote dello 0,8%: a Milano fino a 200 euro in più nel 2014 rispetto al 2013 per un immobile di categoria catastale A2, fino a 141 euro per uno di categoria A3 a Roma rispettivamente 157 e 119 euro, a Pordenone e Bolzano tra 440 e 518 euro per una casa in A2, tra 300 e 358 euro per una in A3 (fonte: corriere.it).
Come detto, questi aumenti dei costi per la seconda casa potrebbero derivare dall'aumento delle aliquote Tasi che il Decreto Salva Roma del governo Renzi ha reso possibile (cfr l'articolo Nuovo Decreto Salva-Roma: sì aumento aliquote Tasi): come ben sanno i proprietari di casa ma anche chi vive in affitto, se l'Imu sulla prima casa è stata eliminata tuttavia tasse e spese per l'abitazione e per gli immobili in generale non sono certo diminuiti nel loro ammontare complessivo in quanto la Iuc, composta dalla somma di Tari, Tasi ed eventualmente Imu su seconde case, sarà una bella mazzata.
La Tasi, per la legge di Stabilità 2014, come tetto massimo per l'abitazione principale doveva avere lo 0,25% calcolato sulla medesima base imponibile dell'Imu, mentre per le altre tipologie immobiliari era previsto che la somma tra Imu (che rimane appunto per tali categorie) e Tasi non potesse superare l'1,06%.
Ma appunto il decreto SalvaRoma consente ai Comuni l'aumento di aliquota, totale o parziale, di chiedere di più ai proprietari di abitazioni principali facendo salire l'aliquota massima allo 0,33%, o in alternativa di aumentare il prelievo sugli altri immobili fino a un massimo dell'1,14%. Possibili anche vie intermedie.
Anche se ad ora non si possono avere certezze, facendo due calcoli anche sulle disponibilità finanziarie dei Comuni, saranno i proprietari di seconde case a pagare di più in proporzione (NB: le seconde case non sono quelle concesse in locazione, sì invece le case a disposizione anche quelle dei residenti all'estero, quelle delle persone ricoverate in casa di cura e gli immobili dati in uso a un figlio o a un genitore).
Ad esempio, a Milano si pagavano 1611 euro tra Irpef e Ici per una seconda casa in categoria catastale A2, nel 2014 c'è il rischio di arrivare a 2800 euro se si è esenti da Irpef, fino a 3200 euro se non si è esenti.