L'aumento costante dei canoni di locazione e il generale carovita stanno mettendo in seria difficoltà moltissime famiglie italiane, rendendo sempre più complesso il saldo mensile delle spese necessarie per l'abitazione principale. Per contrastare questa emergenza abitativa e prevenire situazioni di morosità incolpevole, anche per l'anno 2026 sono stati confermati diversi fondi destinati al Bonus Affitto, gestiti in modo sinergico a livello locale dai singoli Comuni e dalle amministrazioni regionali. Molti enti locali hanno aperto i bandi ufficiali proprio in queste settimane, fissando le scadenze ultime per la presentazione delle istanze entro la fine del mese di aprile.

Chi può richiedere il Bonus Affitto 2026: i requisiti ISEE

Il contributo economico non è destinato alla generalità dei cittadini, ma segue rigidi criteri legati alla situazione economica e patrimoniale del nucleo familiare richiedente. Il requisito principale, come spesso accade per le prestazioni sociali agevolate dall'INPS, è il possesso di un ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) in corso di validità, riferito all'anno 2026.

Le soglie ISEE

Generalmente, le soglie sono divise in due fasce di reddito distinte che determinano la priorità in graduatoria:

  • Fascia A: Destinata ai nuclei con un valore ISEE che non supera i 17.139,04 euro. Questi soggetti hanno la precedenza assoluta nell'erogazione dei fondi disponibili a bilancio.
  • Fascia B: In alcuni casi specifici, per i nuclei che hanno subito una perdita del reddito lordo superiore al 25% a causa di eventi avversi (come la perdita involontaria del lavoro o gravi problemi di salute), il limite può essere alzato sensibilmente fino a una soglia di 35.000 euro.

Documenti necessari e modalità di invio della domanda

Per poter inviare correttamente la richiesta e non correre il rischio di vedersi scartare la pratica, è assolutamente necessario essere titolari di un contratto di locazione ad uso abitativo che risulti regolarmente registrato presso l'Agenzia delle Entrate.

I cittadini interessati devono presentare la domanda esclusivamente in via telematica, utilizzando le proprie credenziali SPID, la CIE o la CNS, attraverso il portale del proprio Comune di residenza oppure avvalendosi dell'assistenza tecnica e gratuita dei CAF (Centri di Assistenza Fiscale).

Oltre all'attestazione ISEE aggiornata, occorre avere a portata di mano la copia del contratto d'affitto, il codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare e le ricevute di pagamento dei canoni relativi all'annualità precedente. È fondamentale che l'immobile per cui si richiede il bonus non sia classificato come abitazione di lusso.

Scadenze di aprile e modalità di erogazione dei fondi

Bisogna prestare molta attenzione alle date comunicate dagli uffici comunali: molti bandi regionali, infatti, chiuderanno ufficialmente i termini per l'invio delle domande il 30 aprile 2026.

Una volta chiusi i termini, gli uffici competenti procederanno alla verifica dei requisiti e alla stesura di una graduatoria di merito.

I contributi economici, una volta approvati, verranno erogati direttamente tramite bonifico sul conto corrente indicato dal richiedente (codice IBAN). È importante sottolineare che questo Bonus Affitto è spesso cumulabile con altre agevolazioni nazionali, a patto che il totale dei sussidi ricevuti non superi l'importo totale del canone di locazione annuo stabilito nel contratto. Si consiglia vivamente di consultare quotidianamente l'albo pretorio del proprio Comune per eventuali proroghe.